lunedì 12 dicembre 2022

«Viva l’Italia del 12 dicembre» (cit.)

Inizio settimana nel 53° della strage di Piazza Fontana a Milano (citata nel decennale da Francesco De Gregori come nel titolo di questo post), con il consueto editoriale del lunedì di Maltese (sulla «carriera di Renzi nell’epoca di Meloni») e una nuova fotonotizia di Tourn sull’inchiesta pedofilia nella Chiesa italiana supportata dai lettori, richiami in calce a Zini, Signorelli e Holgado, usuale manchette con QR code aggiornamenti e promo Cibo

All’interno la cover story di Tourn con trafiletto sull’iniziativa di Domani prosegue i Fatti, poi con La Giornata in 6 infografiche di Teoldi e Da Rold da Milano sulla tensioni in Kosovo, Zini sulla corruzione all’Europarlamento che (oltre a far venire i brividi) porta fino al Marocco e una colonna non firmata sulla notizia di cronaca sul “killer di condominio” romano, una sempre grande Azzollini in fact checking su carte e contante nella propaganda di governo (con trafiletto sulla “mini naja”, ennesima distrazione di massa), per chiudere con un’altra pagina di Teoldi con infografiche sulla pandemia «a quasi tre anni dal primo caso». 

6 lettere (senza risposte) e Segre sulla politica con sempre meno giovani che inevitabilmente «perde la spinta verso l’utopia» iniziano le Analisi, poi con Fabrizio Bianchi (che una nota in calce segnala nella task force tecnicoscientifica incaricata dal comune di Piombino) sul rigassificatore «sospeso tra esigenze nazionali e diritti locali» e Francesco Meloni su «Come trovare il personale per sbloccare il PNRR», Signorelli sulla troppo costosa tecnologia per sostenere il metaverso,

Balassone sugli utenti di «intelligenze e scemenze artificiali» e il filosofo Pellegrino sul documento congiunto FAI, WWF e LegAmbiente, per finire con “La Settimana della Scienza” curata da Bignami e illustrata da Campagna e Morando su nuovi libri riguardo a Cefis.

Di nuovo 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Holgado allo scrittore Kader Abdolah 

e “La stroncatura” di D’Angelo allo «snobismo illiberale di Agamben» che «si riflette nella sua filosofia». 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

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