lunedì 5 ottobre 2020

Tre settimane in edicola

E con oggi fanno 21 giorni di fila. 

Dopo i nubifragi di ieri, l’apertura di oggi è di Ferdinando Cotugno sull’usare i fondi europei «per fermare la crisi dell’acqua», che dato l’aumento delle temperature alterna secche estive ed esondazioni autunnali. In basso l’editoriale dello scrittore Ugo Cornia su una «scoperta da CoViD»: «Non siamo altro che sistemi immunitari», alto ancora la manchette con il codice QR del sito di Domani (e una sola pagina pubblicitaria, in fondo al giornale).

All’interno i Fatti iniziano con Francesca De Benedetti a indagare sulle condizioni di Trump e Urbinati sulla «dittatura della diceria» per cui «Il potere si basa sull’incertezza» e sulla «permanente circolarità di “si dice” senza agganciarsi con la realtà». La terza enciclica di papa Francesco, interamente disponibile sul sito, sul Domani cartaceo trova spazio con un estratto intitolato «A forza di parlare di populismo abbiamo cancellato il popolo», accanto al commento dello storico e vaticanista Alberto Melloni.

A pagina 4 le consuete tabelle di Teoldi, a cui abbiamo dedicato un post apposito:

accanto ai numeri dei contagi seguiti da De Luca e al riorganizzarsi della scuola seguito da Preziosi, che poi firma anche un altro pezzo: 

sopra a un altro di De Luca sul processo a Salvini. A seguire Ricciardi si occupa dell’«Essere o non essere» degli attori di teatro quanto mai in crisi e il ritorno del Recovery Fund nei titoli (che in compenso guadagna la F maiuscola) in una riflessione di Meletti sul suo essere «la nuova replica di “Miseria e nobiltà”». Quindi spazio alla terza inchiesta votata dagli abbonati il 21luglio e finanziata anche dai lettori: come dai teaser di Erler ieri sera, si tratta di quella di Francesco Dradi sulle «vacche invisibili che inquinano più dei Tir» (con tanto di due filmati embedded, non più su YouTube), poi ben due pagine di Coticchia sul «ventennio rimosso dell’Afghanistan». Le pagine di Analisi si aprono con 7 lettere e un’altra Errata corrige per un nome scambiato il giorno prima (stavolta è il diretòr ad aver chiamato Paolo Borsellino con il nome di suo fratello Salvatore), poi la vignetta quotidiana e Mattia Diletti sui trent’anni di polarizzazione nella democrazia americana, anch’essa ammalata . L’economista Pisauro ragiona su «Come prevenire le cicatrici della pandemia sulla crescita», poi tornano l’ingegner Ramella che propone un «Regolare meno, ma meglio: chi inquina di più paghi di più». e il chimico Beverina sul nuovo oro che «si chiama indio e si trova nelle discariche».

Spazio infine alle Idee, aperta dalla pagina a fumetti Andrà tutto benino di Toffolo, proseguita da Fabio Vassallo su un paradossale articolo sui “fatti alternativi” e la post-realtà che coinvolge l’irreperibile imprenditore Mark Caltagirone, dalla scrittrice Andrea Marcolongo sul valore delle parole e «Quell’insopprimibile bisogno di rileggere l’Eneide» e chiuso da Giulia Caminito attorno a un nuovo documentario sull’omicida Chris Watts e in paticolare sulla moglie che aveva raccontato molto su Facebook prima di morire con le sue due figlie.

Nella giornata, non pochi commenti interessanti:

In serata, giusto poco prima di ascoltare Trocchia a Jailhouse Rock su Radio Popolare di Milano (e di leggere sul sito di Domani il diario americano di Francesca Berardi che presumibilmente proseguirà fino alle elezioni), notiamo un dettaglio che ci era sfuggito: fino alla oggi poco tradizionale chiusa del SMM:

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