martedì 11 ottobre 2022

Guerra e pace sempre più urgenti (e poi un governo)

280° Domani dell’anno (e 745° di sempre) nel secondo giorno con la copia cartacea a 1,80 euro (agli abbonati è arrivata un’abituale e-mail dal diretòr con un tagliando per un copia omaggio da regalare facendo conoscere il quotidiano), con editoriale del diretòr (contestato anche da alcuni collaboratori come Bandoli e Vignarca su Twitter, sebbene una nativa di Kherson come Bibus abbia molto apprezzato) sul «decidere quale pace vogliamo», apertura di De Luca sulla «vile rappresaglia di Putin sui civili» e fotonotizia (bordata di rosso) sul dibattito Giro-Rampoldi sulle ragioni del negoziato e delle armi, con richiami in calce a Preziosi, Signorelli e Scipioni. In manchette conferma per QR code sugli aggiornamenti e promo di DopoDomani (senza alcun’altra segnalazione cartacea dei tanti supplementi). 

All’interno il confronto Giro-Rampoldi prosegue i Fatti, poi con La Giornata in 7 news e Tourn sulla protesta dei chierichetti contro l’arcivescovo dei silenzi sugli abusi segnalato nell’inchiesta di Domani, De Luca su «Assassini, sabotaggi e spie» ucraini per far cadere Putin e Briganti da Belgrado sul purgatorio dei russi in fuga in Serbia, “Forse non tutti sanno che” e Merlo sul «logoramento di Meloni che non trova i due presidenti delle camere», chiudendo con un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Preziosi a Rosy Bindi. 

5 lettere (senza risposte) e il diretòr sul Nobel per l’Economia «15 anni di ritardo (o in anticipo)» avviano le Analisi, poi con il duo Almagisti & Graziano sulla «sfida per la nuova egemonia» che passa dal nordest, il filosofo Sergio Labate sull’autoritarismo meloniano che «affronta una democrazia in crisi ma con anticorpi» e Assael di LechLechà ancora sull’antisemitismo russo,

Azzollini su «Regole, prassi e aneddoti che portano alle consultazioni» e Cipolletta sul «Ben vengano le ingerenze francesi sui rischi che corriamo» e infine Signorelli su come la tecnologia più recente combatte la solitudine («Mi sono innamorato di un robot»)

Lo scrittore Davide Orecchio su Alla linea di Joseph Pontus apre le Idee, poi con Balzano sulla felicità «mai davvero sotto il nostro controllo» e in conclusione Scipioni su L’opera da tre soldi di Brecht (da oggi con il Berliner Ensemble al Romafestival) «un’attualissima provocazione».

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

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