domenica 5 marzo 2023

La settimana finisce meglio di com’è iniziata (e meno male!)

Di nuovo richiami in taglio alto, con tre P (e giovedì ricorrono i 100 anni di Jacovitti...) a Preziosi, Pezzali, Petrowskaja, editoriale del diretòr su Meloni complice dei due ministri da cacciare, fotonotizia (giustamente rossobordata) di De Luca sulle manifestazioni antifascist, apertura di Iannaccone su «Silenzi e bugie per salvare la faccia» del governo, più la manchette di QR code aggiornamenti e promo di Cibo

All’interno La Giornata prosegue i Fatti nelle consuete 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (sempre con inguardabile sottotestatina centrata tra le due colonne e fra quelle a destra il filetto che continua a mancare rendendo meno fastidiosa la seconda...) inframezzate da De Luca da Firenze sull’opposizione riunita in piazza e “Areale” di Cotugno da Milano, Nava & Tizian su Fontana nel 2020 e Trocchia sui «due generali in pensione indagati per depistaggio», Preziosi su «Schlein e le sue sorelle PD rottamano il partito maschio», Iannaccone sull’Istat «in mano a Meloni» per divulgare «solo i dati utili alla propria narrazione» e Giro sull’opposizione turca divisa, De Monte sui rifugiati afghani dimenticati dalle ambasciate italiane, per finire con “Le foto della settimana” curate da Erler (giustamente ormai affrancato dal luogo, almeno in questo contesto). 

Alessandra Romano sui non udenti «esclusi dall’esperienza di andare al cinema» apre le Analisi, poi con 3 lettere (senza risposte) e “Il cannocchiale” di Risso con una «Ricetta pratica per il partito politico del futuro», il ritorno dopo 4 mesi di Rizzolli sull’aumento delle disuguaglianze previsto dal ministero «dirompente e pericoloso» e “Genitori e non solo” della tornata twittarolissima Pezzali,

chiudendosi con Vian sul decennale di papa Francesco «fra realtà e immaginazione». 

La pagina degli editor apre le Idee con “La posta del cuore” di Pilotti sempre illustrata da Campagna (con il caratteristico tocco di rosso nel titolo, quello sotto al disegno a mo’ di dida e purtroppo di nuovo il disegnino di una sola busta anche se le lettere sono due: e la nostra delusione raggiunge il parossismo...)

e “La classifica dei libri” commentata come sempre da Cottafavi con l’immagine-logo di Campagna, per terminare con un estratto in 2 pagine (con un gran titolo: «Google veglia su di noi come un Padreterno») da Forse Esther di Katja Petrowskaja. Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni,

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