lunedì 5 luglio 2021

Violenze, molestie e realtà aumentata («Chissà se va», cit.)

Nuovo editoriale di Bragantini sul «Tanto ci pensa Draghi» dei partiti in ricreazione e la fotonotizia con un disegno di Costantini (che torna in prima dal 19 giugno) sulle altre «mattanze in carcere che abbiamo rimosso», mentre in manchette è stabile il promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima». 

All’interno è Deaglio a firmare le due pagine della cover story sui morti «rimossi dallo stato e dalla coscienza» (con trafiletto sul Papa operato al Gemelli), poi La Giornata (che sarebbe La Settimana, ma è rimasta la testatina di ieri già pronta per domani...) nelle 6 infografiche di Teoldi e la rubrica di Ignazi “Il filo di Piero” illustrato da Campagna sul rapporto dei 5 Stelle con il web aprono i Fatti, con Trocchia su «quello che non si vede nei video» (e un trafiletto di Redazione sulla petizione di Domani su Change) e Gonnelli sul costrastare le molestie sul lavoro (che giustamente «protegge le donne e le aziende»), poi ancora Bragantini su Amazon che non vuole la FTC si occupi di lei (con quasi la solita foto della «capa» Lina Khan, nella dida ancora scritta Kahn... forse copia-incollando quella del 25 giugno con lo stesso errore?) e la colonna di Meletti a chiudere la sezione sui social che indisturbati «ci espropriamo la democrazia». 

4 lettere (senza risposte) e Giro su «l’incognita Germania» nel nuovo Occidente danno il via alle Analisi, con Mazzitelli dell’Unodc (con il solito corsivo in calce che solleva dalle sue affermazioni l’ONU e l’agenzia) che torna su come impedire alle armi di continuare a uccidere, Signorelli sulla «promessa mai mantenuta» della realtà aumentata,

Balassone sulle vecchie piattaforme che «finiscono per dare la caccia ai fenomeni del social network» ed Erler di nuovo sul cartaceo sulla guerra «per il rinascimento delle newsletter» (sempre meglio degli Emirati secondo Renzi, disciamo), concludendo con La Settimana della Scienza curata da Bignami e illustrata da Campagna

e Grieco sui cattolici intimiditi dai cinesi a Hong Kong. 

Di nuovo 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Gaspari illustrata da Nardi sulla nostalgia che intrappola i trentenni nell’infanzia

e il linguista Simone sull’eterna guerra generazionale di giovane e vecchi che «da sempre vogliono eliminarsi a vicenda». 

In ultima pagina, ancora la campagna per l’abbonamento cartaceo e digitale con borsa in omaggio... per un altro Domani senza pubblicità esterne.

Lungo la giornata, altri spunti:

compresi i nostri, il dispiacere per la “Raffa” nazionale e finalmente con lo sbarco del servizio “Oggi su Domani” anche sul sito.

domenica 4 luglio 2021

Storia e geografia, le mappe esclusive di “Domani”

Era ricomparso l’altro ieri dopo un mese esatto e torna già oggi un editoriale in “falsa apertura” di taglio alto, con il diretòr che fa notare i dieci mesi d’indifferenza per la notizie delle violenze nelle carceri senza telecamere, sopra una nuova apertura di Trocchia sui medici complici e i referti falsi, con un’immagine da uno dei filmati (e in manchette il promo del «giornale in digitale dalla sera prima»). 

All’interno le 7 brevine per La Giornata avviano i Fatti e si affiancano a un rarissimo articolo firmato Redazione sull’attacco di Salvini a Bonafede (con titolo di tre colonne dal tracking visibilmente “compresso” e stessa foto “riciclata” dall’altroieri, seppur più larga), poi Cotugno sul disastro climatico del Canada «minaccia che ci riguarda» e Faggionato sullo scandalo delle finanze vaticane con al centro il cardinale Becciu (probabile che il vicedirettò Fittipaldi sia in ferie o in altre faccende affaccendato), quindi Di Giuseppe indaga per quasi due pagine (con un trafiletto sulle ultime notizie) «La geografia del potere nelle due metà del M5s» con una nuova “panoramica” di Costantini – a cui questo pomeriggio abbiamo dedicato un post speciale – e Risso traccia una «fotografia della base» 5 Stelle (di fatto una versione soft della sua rubrica domenicale “Il cannocchiale” senza grafici e con dati minimi seppur sufficienti), poi Fierro & Tizian spiegano in esclusiva il ritiro della candidata PD-M5s in Calabria e riappare lo storico Enzo Ciconte, che glissa elegantemente sull’esser stato considerato tra i papabili ribadendo la necessità di rifiiutare ufficialmente i voti della ’ndrangheta (che peraltro dall’eclissi dei partiti non può che trarre giovamento): il che purtroppo spiega anche perché è stato scartato... La sezione si chiude con altre due belle pagine di Bolzoni con il collega Tano Gullo sull’epopea di Salvatore Lucania alias “Lucky” Luciano «dagli archivi dell’FBI» (accattivante testatina che fa sempre scena e rivedremmo con piacere a mo’ di rubrica) illustrato da suggestive foto in bianco e nero.

5 lettere (senza risposte) e un nuovo intervento di Salvatore Vassallo sul «gioco dell’oca del M5s e quel piano C che non può funzionare» apre le Analisi, con Saraceno sul «bicchiere mezzo vuoto» dell’accordo sulla global tax e il sempre provocatorio Formica sulla fine del settennato Mattarella che apre le porte a un governatorato Draghi essendo ormai «fallita l’idea di un M5s costituzionalizzato», concludendo con il ritorno della rubrica (o meglio, un ciclo di articoli domenicali segnalati dall’occhiello) «Carta canta - Le mappe di Domani» di Orizio da Nairobi, sul «sogno infranto della Grande Somalia». 

Il debutto da Siracusa di Elio Capuccio sull’architettura che «deve riscoprire la funzionalità e la bellezza» (e avendo studiato ingegneria, figuriamoci se non siamo d’accordo...) apre la sezione Idee, con Pilotti illustrata dal suo fanboy Campagna sul ritorno alla vita sociale

e l’editor Cottafavi sulla classifica dei libri (con il classico disegno anch’esso di Campagna), per finire con il ritorno dopo quasi 3 mesi di Pieri sulle «scene proibite» nei libri illustrata da Strologo.

In ultima pagina, il promo della newsletter “’Merica”. 

Lungo la giornata, altri spunti:

compresi i nostri: e un altro supporto alla petizione di Domani su Change.

Le “panoramiche” di Gianluca Costantini per “Domani”

Per ravvivare questi giorni bollenti (in tutti i sensi), abbiamo deciso di confezionare questo piccolo post domenicale, così da manifestare tutto il nostro apprezzamento per una nuova “panoramica” di volti dell’entomologo grafico Gianluca Costantini su Domani di oggi.

Si tratta della settima iniziativa di questo tipo (realizzata come sempre di concerto con la redazione, che la posiziona sulla destra di una doppia pagina di approfondimento a largo raggio su di un tema di particolare interesse) a partire dall’inizio di quest’anno, precisamente dopo il “governo omnibus” (copyright Urbinati) del 20 febbraio, gli “altri Navalny” il 21 marzo, i “moderati” di Washington il 4 aprile, il centrodestra il 10 aprile, “Giorgia e i suoi Fratelli” (d’Italia) il 17 aprile e i giudici il 1° maggio.

Le mostriamo in tutta la loro bellezza – a metà fra ritrattistica e infografica, nella più genuina caratteristica dell’autore ravennate, a cui lo scorso dicembre abbiamo già dedicato un post sui suoi sempre affascinanti ritratti per Domani – qui di seguito:

quella del 20 febbraio (ancora senza scritte identificative accanto, con quel meraviglioso lettering d’autore metà in maiuscolo e metà in minuscolo),

quella del 21 marzo,

quella del 4 aprile,


quella del 10 aprile,

quella del 17 aprile,

quella del 1° maggio,

e quella di oggi,

invitando tutti a visitare il suo sempre aggiornatissimo sito personale che copre tutte le sua tante (e belle, ed encomiabili) iniziative, fra cui quella a supporto di Patrick Zaki che ha conquistato la prima pagina di Domani il 6 dicembre scorso.

sabato 3 luglio 2021

Indagini e litigi, rischi e codici

Sabato bollente (in tutti i sensi) con l’editoriale del vice caporedatòr Imberti sull’irrinunciabile «fascino sovranista» della destra italiana e la nuova apertura di Marconi & Trocchia sulle violenze in carcere di oltre un anno fa e in particolare la morte di Lamine Hakimi, 27enne algerino con la foto arricchita da una freccia che ne evidenzia sul viso le conseguenze del pestaggio. In alto, la manchette con QR code della newsletter “Areale” affianca il sempre presente Meteo. 

All’interno La Giornata in 7 brevine e Preziosi sui sindaci PD tentati dai referendum sulla giustizia danno inizio ai Fatti, con De Luca che assembla da aprile a ottobre «Tutte le omissioni di Bonafede sulle violenze in carcere», poi Merlo sui codici identificativi per la polizia «ancora tabù» (e un trafiletto sulla petizione di Domani su Change) e Fierro incontra il carabiniere che a Genova nel 2001 uccise il manifestante Carlo Giuliani («torturato psicologicamente» e oggi dalla vita devastata), quindi la sempre impeccabile Azzollini racconta «il grande pasticcio delle piattaforme che paralizza le decisioni del M5s» accanto al diretòr che racconta il gioco delle parti di «Grillo costretto a fare Conte, a Conte tocca diventare Grillo», Di Giuseppe sul «tornare allo schema Ciampolillo» e De Benedetti sui litigi nella destra europei «dietro all’unità sulla carta»,

chiudendo con Martini sull’eterna attesa del rilancio di Alitalia-Ita e Alfredo Roma di nuovo sull’aeroporto che Firenze sogna e «non avrà mai». 

4 lettere (la prima ancora sul cashback, con il diretòr che risponde... peraltro infilando il refuso «Qualunque politica pubbliche») aprono le Analisi, accanto a un nuovo intervento del vicepresidente Zanchini (di Legambiente) sulle «semplificazioni che non semplificano» (peraltro con un altro refuso nel titolo, «Qulle»: in redazione sono senz’altro giornate concitate...)

e di fronte a Penati sui «criteri ESG e la bolla verde» («Si può migliorare il mondo mentre si fanno investimenti con rendimenti vantaggiosi?») e Petrillo sul Garante che «si preoccupa troppo della privacy dei lobbisti al ministero»,

seguito da Faggionato sui rischi di Urbano Cairo nella battaglia con il fondo Blackstone, per concludere la sezione con un estratto dal saggio Il Regno Unito alla prova della Brexit di Gianfranco Baldini, Edoardo Bressanelli ed Emanuele Massetti su tensioni e trasformazioni d’Oltremanica e Berardi sul cerchio delle indagini che si stringe sulla Trump Organization. 

Ancora 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Letizia Ercoli (direttrice del XI festival Popsophia) che debutta anche su Domani (dopo... DopoDomani di 3 settimane fa) sulla filosofia di Jim Morrison che «sopravvive anche ai suoi meme» a 50 anni dalla morte e Di Fronzo sull’importanza di «restare felici come Beckett nelle sue lettere» come appare dall’uscita del secondo di tre libri Lettere 1941-1956 dell’epistolario del drammaturgo premio Nobel. 

In ultima pagina, il promo delle newsletter con in primo piano “La Deutsche Vita” e relativa immagine felliniana di Campagna. 

Lungo la giornata, non mancano come sempre segnalazioni interessanti dal web:

comprese le nostre e con un teaser per domattina:

In serata, Urbinati partecipa in collegamento con In onda su la7 (qui la puntata integrale). 

venerdì 2 luglio 2021

E dopo i pregiudizi, puntuali ecco i depistaggi

Nuovo editoriale di Urbinati sul futuro di PD e Quirinale «appeso alle spoglie del M5s» e ulteriore, doverosa apertura di Marconi & Trocchia sul «depistaggio per nascondere le violenze» di oltre un anno fa, con alcune delle false prove nella foto e in manchette il promo con QR code della newsletter “Areale” sull’ambiente (che in queste settimane ha fin troppi argomenti d’attualità, purtroppo). 

All’interno le 7 brevine per La Giornata e ancora Trocchia sul «piano degli agenti per far sparire i video sulla mattanza in carcere» aprono i Fatti, con Ricciardi che torna sul cartaceo per il cambio di tono di Salvini (inevitabile dopo i filmati) e Mencarelli sulla «ferocia gratuita» che «sgretola la fiducia verso le istituzioni», quindi De Luca & Merlo sul futuro del governo «in mezzo alla crisi giallorossa», Faggionato ragiona sulla relazione dell’Ivass e Di Giuseppe prova a tracciare una radiografia del «partito che non c’è» di Conte, poi un’altra parte dell’inchiesta esclusiva di Sara Creta sulla «Libia che non vediamo» e un curioso articoletto di Ikonomu (accanto a un “quartino” di pubblicità) sulla motovedetta donata dall’Italia che ieri ha speronato i migranti, finché chiude Fontanelli sulla «strana alleanza Cina-USA» nella Motor Valley emiliana. 

4 lettere (senza risposte) e Pezzali sul poco spazio «per cose come la musica» in questa «età delle chiacchiere» (a partire dalla discussa intervista di Muti per i suoi 80 anni al Corriere della Sera) danno il via alle Analisi,

con Tarchi sulla «brusca fine dell’Uomo qualunque» che può servire di riflessione «ai leader dei 5 Stelle», De Benedetti sull’«Orbán in miniatura alla presidenza di turno in Europa» (spoiler: è il premier sloveno) e Alemanno sulla Conferenza per il futuro dell’Europa (che quasi soltanto Domani ha segnalato), poi il diretòr “di persona personalmente” spiega i problemi del cashback «a chi lo difende senza sapere come funziona» accanto a Ramella sul perché «gli economisti come consulenti danno tanto fastidio», concludendo con il caporedatòr Ferraresi che racconta «Tutto quello che non sappiamo di non sapere su Donald Rumsfeld», scomparso ieri a 88 anni. La psicologa Barbara Volpi sull’inserire la Dad nella scuola per cui «dobbiamo ascoltare i ragazzi» schiude la sezione Idee, con Lacetera e la collega Marina Della Giusta su «Come sfuggire ai pregiudizi di cui non siamo consapevoli» (con gran foto di Lukaku in ginocchio contro il razzismo agli Europei di Calcio, che stasera con il suo Belgio affronta l’Italia)

e infine un racconto di Marco Casonato dalla casa circondariale “Don Bosco” di Pisa (da un e-book della casa editrice digitale Il Dondolo diretta dall’editor Cottafavi, in una meritoria iniziativa nelle carceri italiane durante la pandemia) sul coronavirus come compagno di cella. 

Lungo la giornata, altri spunti:

nostri compresi: e gli appelli a firmare la petizione su Change https://t.co/a1kWu0wJFa. In serata, Preziosi torna allo Spazio Transnazionale su Radio Radicale

giovedì 1 luglio 2021

E dopo «l’orribile mattanza», la petizione di “Domani”

285° Domani cartaceo nell’anniversario di gran parte della redazione (a giugno c’erano solo il diretòr e un paio d’altri assunti, fra cui l’allora SMM Erler)... orgogliosamente con prima pagina completamente “in nero” listata a lutto sulla «violenza di stato» per cui si è anche organizzata una petizione da firmare con Change e un nuovo editoriale di Ignazi sul «partitino di Conte» che prevedibilmente «servirà solo ad aiutare le destre», mentre in manchette torna l’abituale promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima». 

All’interno è ovviamente l’argomento di giorno ad aprire i Fatti venendo approfondito ancora da Trocchia (con la collaborazione di Marconi) sulle chat con nuovi filmati dal carcere di Santa Maria Capua Vetere e Merlo sull’ex ministro Bonafede che «deve spiegare molte cose», ma anche da Marconi sulla politica «che tace o non condanna» e Fierro sulla destra che «copre i violenti grazie al disinteresse della sinistra», poi La Giornata in 7 news e Baffi sul duro intervento del ministro Cartabia, poi il vicedirettò Fittipaldi con Tizian proseguono l’inchiesta sulle spie che da Manenti a Minniti «preferiscono Leonardo», quindi Di Giuseppe sui litiganti 5 stelle e Preziosi sul cammino del ddl Zan, per chiudere con un’altra bella pagina di Salvatore Vassallo con i dati dell’Istituto Cattaneo sugli elettori M5s ormai «diventati meno radicali di Grillo».

Una gran doppia pagina sulla Cina e l’inatteso lancio della nuova newsletter sul Dragone “Wèilái” (“futuro” in mandarino) curata da Cocco apre le Analisi,

seguita da 4 lettere (l’ultima delle quali come la prima di ieri con precisazione sulla remunerazione di Webuild dopo l’articolo di domenica di Meletti, che però qui risponde) e l’intervento di Noury di Amnesty sulla tortura in Italia che “torna” dal G8 di Genova, il sempre gustoso Cuperlo sulla crisi M5s che «frantuma anche l’idea che per battere la destra basti sommare le sigle» e il caporedatòr Imberti sulle comunali a Milano («Non basta essere civici per vincere le elezioni»), Giro sul rischio della «democrazia della diffidenza» dopo le regionali francesi, il ritorno (dopo un mese) di Zanfi sulle sanzioni ai medici no-vax «ma non a chi nega l’aborto»,

concludendo con Balassone sull’essere obiettivi («non basata nutrire le bolle degli spettatori»). 

2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Berardi sul “Juneteenth” in USA (l’ufficializzazione della ricorrenza che celebra la fine della schiavitù del “19 giugno” 1865, dalla più recente newsletter “’Merica”) e il ritorno (da dicembre) di Bianconi dei Baustelle stavolta sul suo nuovo libro Atlante delle case maledette illustrato dall’ipnotico fumettista Paolo Bacilieri e e il Covid che ci ha fatto riscoprire tutte le case della nostra vita. 

In ultima pagina il (bel) promo del giornale digitale disponibile già dalla sera, a segnare un nuovo numero di Domani senza alcuna pubblicità esterna. 

Lungo la giornata, oltre a un interessante post su Instagram, altri spunti:

compresi i nostri e in serata, la nuova diretta Instagram con Trocchia e Cucchi:

subito dopo, ospiti a In onda su la7 (qui la puntata integrale).

con in anteprima la prima del... Domani di domani!