mercoledì 21 giugno 2023

«Marciare divisi e colpire uniti», chissà mai il PD capisca

Oggi editoriale di Pasquino sulla strategia del «Marciare divisi e colpire uniti» che serve al PD, apertura di De Benedetti sulla «finta pace tra Macron e Meloni», fotonotizia di Merlo su Davigo condannato, richiami in calce a Peloso, Floridia e Marchesi, più manchette di QR code aggiornamenti e inserzione per l’8‰ alla Chiesa valdese. 

All’interno Azzollini su pro e contro della riforma della giustizia prosegue i Fatti, poi con Merlo sul ministro pasdaran «ponte tra Forza Italia e il Terzo polo» e Ricciardi sul «soccorso Costa», La Giornata con la mezza pagina esterna “Italia” (purtroppo con la permanenza di quell’orrido filetto subito tornato, e pure bello grosso...) accanto a Iannaccone sui cantieri mai aperti al Sud, Trocchia sui «bambini a metà» di Padova e Serughetti sull’attacco alle famiglie arcobaleno che però «colpisce tutti», ancora Merlo su Davigo e un documento sui diritti dimenticati dei minori firmato da 14 magistrati e docenti contro il ddl che renderebbe reato universale la GPA, Peloso sul «sinodo delle donne e dei diritti», la mezza pagina “Mondo” esterna (senza filetto e confermandosi disomogenea dall’altra...) a fianco di Muzio da Milano sul figlio di Bob Kennedy «guru No-vax» contro Biden e infine Da Rold da Milano sulla strategia difensiva della Cina, seguito dalla mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni. 

3 lettere (senza risposte) e Pellegrino sulla sinistra che non ripeta errori «sui diritti, classi sociali e capitale» avviano le Analisi, poi l’intervento di Antonio Floridia sull’insostenibile struttura del PD («Oligarchie, correnti e peccati originali») e Cuperlo sul PD che «ha mostrato cos’è l’unità di un partito», Passarelli sull’instabilità strutturale del sistema e il trasformismo», chiudendo da Milano con Taddei (con un suo grafico) sul divario tra ricchi e poveri in Italia sopra la media Ocse e Carrer sui 209 miliardi di danni “morali” dell’inquinamento. 

Latronico sulle nostre esperienze indicibili («Desiderio, lutto e sofferenza») apre le Idee accanto a Cappuccio sull’URSS di fronte alla Shoah nel reportage Ucraina senza ebrei, di fronte alla divina Marchesi che incontra Romano Talevi. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

martedì 20 giugno 2023

E basta, qualcuno fermi la (solita) sassaiola sulla segreteria

Partenza diretta con editoriale di Urbinati riguardo alla solita insensata «sassaiola sulla segretaria», apertura di Preziosi sulla direzione PD e fotonotizia (rossobordata) di Di Giuseppe sulla procura di Padova, richiami in calce a Lupo, Cocco e Markaris, manchette di QR code aggiornamenti e inserzione per il 5‰ a Emergency. 

All’interno Merloni su «Tutti gli errori dei sindaci PD sull’abuso d’ufficio» prosegue i Fatti, poi con Merlo sull’affondo di Nordio e il silenzio leghista nel ddl giustizia e il commento di Giostra su critica anziché interferenze, La Giornata con la mezza pagina esterna “Italia” (purtroppo con la permanenza di quell’orrido filetto subito tornato, e pure bello grosso...) accanto a Di Giuseppe sui 33 atti di nascita annullati a Padova, l’esordio di Danilo Lupo (citato anche dal podast “Morning” de Il Post) sul «buco dei resort di Stato» di Invitalia, Cotugno da Milano sulla «nuova normalità climatica» e De Benedetti sulle alleanze europee della destra anti green, Ricciardi sul caso Orlandi e Tizian sul festival Trame di cui è direttore artistico, la mezza pagina “Mondo” esterna (senza filetto e confermandosi disomogenea dall’altra...) a fianco di Muzio da Milano sul gruppo No Labels che aiuta Trump, finendo con Cocco su Blinken a Pechino e D’Aprile da Istanbul sull’UE senza strategia comune di difesa. 

4 lettere (senza risposte) e Bragantini su Mantovano della destra nostalgica contro un pilastro europeo come il manifesto di Ventotene danno il via alle Analisi, poi Da Rold da Milano sulla «rabbia operaia contro le macchine» e la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, Marino su come i TheBorderline «inseguivano un modello di business», per chiudere con Azzollini sul Garante per i dati sanitari di Messina Denaro e Cardoletti dell’UNHCR su «Pace e accoglienza» unica via per fermare il dramma dei rifugiati».

Ancora 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con l’intervento di Petros Markaris stasera a Seregno (MI) per la Milanesiana e Lamberti sul povero Francesco Nuti (incredibilmente chiamato Paolo nella dida...) e le “morti pubbliche” in curiose coincidenze di giorni. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

lunedì 19 giugno 2023

Gestire l’eredità di famiglia è un’impresa

Inizio settimana con richiami alti (a Merlo, Mounk, Bazzi), dopo diversi mesi fotonotizia del lunedì (di Fontanelli sulla gestione delle aziende di Berlusconi senza più il fondatore) ed editoriale (di Tizian, sulla giustizia “all’incontrario” del governo) orizzontali, infine manchette di QR code aggiornamenti e rientrante inserzione Fondazione TOG. 

All’interno la cover story di Fontanelli da Milano sul «Gestire l’eredità è un’impresa» e ormai inevitabile (perfino scontata, si potrebbe dire...) foto dalla serie tv Succession, con un Risso speciale per “Il cannocchiale” da 2 colonne (quindi senza ulteriore specifica nell’occhiello) sugli elettori di FdI che non amano il centro, la mezza pagina unificata “Italia e Mondo” (grazie alla Redazione senza alcun filetto e con testatina La Giornata, qui più sensata del metterla una sì e una no in settimana...) prosegue i Fatti accanto a Di Giuseppe sul putiferio di Grillo e D’Amato, poi un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Merlo al magistrato Paolo Ielo, Signorelli da Milano sull’inchiesta sostenuta dai lettori sul «nuovo padrone» IA (stavolta scritto all’inglese AI) che sorveglia i lavoratori,

Penati su «vincitori e sconfitti nella sfida dell’IA», Peloso su «Ascesa e caduta di Georg» (insopportabilmente indicato dal solo e ingiustificato nome di battesimo, presumibilmente perché «padre Gänswein» era meno comodo...),

chiudendo con Lerner sulla vita dei cristiani in Israele «Tra ostilità, xenofobia e attacchi» e “Areale” di Cotugno da Milano. 

4 lettere (senza risposte) e “Grand’Angolo” di Segre danno il via alle Analisi,

poi con “La settimana della scienza” come sempre curata da Bignami e illustrata dal neo papà Campagna,

per chiudere con un estratto dell’intervista-chiacchierata di Yascha Mounk con Ed Luce del Financial Times (in inglese quasi 2 mesi fa su Persuasion) di nuovo vessata dal fastidioso avvicinamento del (peraltro lungo) occhiello contro il filetto superiore, ma ovviamente son dettagli. 

Abituale sezione Idee del lunedì, con Bazzi sugli 85 anni di Joyce Carol Oates

e 4 nuove strisce con Aimone l’airone di Marinaccio. 

In ultima pagina il promo con il codice QR del supplemento mensile a richiesta Finzioni. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

domenica 18 giugno 2023

«Povera patria, schiacciata dagli abusi di potere» (cit.)

990° Domani dall’esordio, con richiami alti a De Monte, Pasquino e Pilotti, editoriale di Damilano su «L’Italia discreta e seria che il centrosinistra deve ritrovare», apertura di Tizian sugli «Appalti ai parenti e amanti assunti», fotonotizia di Iannaccone sulle «Olimpiadi tra ritardi e rincari», poi manchette con QR code aggiornamenti e inserzione per l’8‰ alla Chiesa valdese. 

All’interno La Giornata con la mezza pagina esterna “Italia” (purtroppo con la permanenza di quell’orrido filetto che non fa tempo a sparire che poi torna subito, e pure bello grosso...) a fianco di Di Giuseppe su Schlein alla manifestazione M5s a Roma proseguono i Fatti, poi con Trocchia sui «mille orfani di Berlusconi», la mezza pagina “Mondo” esterna (senza filetto e confermatasi disomogenea dall’altra...) vicino a Riva sulla «Molta riconoscenza (ma non troppa stima)» d’Iraele per il Cav (tornato senza puntino...), per finire con De Luca sui sabotatori di Nord Stream 2 e Cocco su Blinken in Cina «per riaprire un fragile dialogo». 

Briganti da Bruxelles sull’UE con la Serbia «e l’alleato di Putin» nel «groviglio kosovaro» apre le Analisi, poi con Vian sul conflitto tra Mosca e Kiev che «si combatte anche con le icone», 4 lettere (senza risposte) e Pasquino sui vergognosi calcoli politici meloniani sul commissario per l’alluvione, il “Diario europeo” di Saraceno

e “Soldi e sentimento” della più che mai twittarolissima Pezzali (avendo pure scoperto, dopo un anno e mezzo, l’esistenza delle domande anonime dell’app NGL di Instagram...),

concludendo con Simone su tic e metafore con cui il Berlusca (come dìsen qui a Milàn) ha influenzato anche la lingua (più che «cambiato» come dice il titolo, peraltro con un bell’occhiello «Mi consenta» ma un sommarietto che nella sezione non è previsto...). 

Russo da Firenze sull’Italia che «s’è desta, ma il calcio resta un Paese per vecchi» (anche se s’intende «nel» calcio...) naturalmente in omaggio allo scomparso Cormac McCarthy apre le Idee, poi con un nuovo racconto editoriale di Ricci per “Finzioni” e infine Pilotti sulla serie tv The Idol (in corsivo nel titolo!) e “La classifica dei libri” curata da Cottafavi con l’immagine-logo di Campagna. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

sabato 17 giugno 2023

“Finzioni”, cambiamo argomento (si ride per non piangere)

165° Domani dell’anno, aperto con editoriale di Felice sulla sconfitta di Berlusconi dell’egemonia gramsciana, apertura di Merlo sulla riforma della giustizia (controversa per l’adesione dei sindaci PD), nessuna fotonotizia e richiami in calce a Holgado, Cipolletta e Giliberti, più manchette di QR code aggiornamenti e inserzione per il 5‰ a Emergency. 

All’interno Azzollini sull’intesa UE per i migranti prosegue i Fatti, poi con Holgado su Frontex «ormai un ente inutile» e Pirozzi dell’IAI sul «subito una missione europea di soccorso», La Giornata con la mezza pagina esterna “Italia” (purtroppo di nuovo con quell’orrido filetto e pure bello grosso...) accanto a Iannaccone sulla Lega che salva la lobby dei tabacchi, Ricciardi sul matrimonio indissolubile FI-Berlusconi e Taddei da Milano sulle imprese del Cavaliere «non tutte un ottimo affare», ancora Merlo sui 40 anni (anche se sempre più incredibilmente il titolo dice 30... sono certo giorni concitati e senza molti giornalisti in redazione, ma ogni refuso sembra superare in gravità il precedente...) dall’arresto di Enzo Tortora a fianco di Tizian & Trocchia su Baiardo che attacca pm e Domani, Iannaccone sulle province ripescato rifugio di «poltrone per i trombati» (e ancora un volta protestiamo contro l’uso del termine, indegno dello stile di Domani...), la mezza pagina “Mondo” esterna (senza filetto e dopo un solo giorno tornata disomogenea dall’altra...) vicino a De Luca sulla controffensiva ucraina, concludendo da Milano con Da Rold sul negoziato segreto USA-Iran e Fontanelli sull’ora dei tagli a Wall Street. 

3 lettere (senza risposte) e Cipolletta sul «rapporto tossico tra Ama e il Campidoglio» aprono le Analisi, poi ancora Taddei da Milano sulla giungla degli affitti brevi per cui «bisogna alzare le tasse» e la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, Labate con «Tre domande scomode per la sinistra che perde» («Capitalismo, partiti e profitti») e “Faccio cose, vedo gente a Milano” di Venezia, per finire con Morando da Trento sul “lodo Israele” (dopo il “lodo Moro”) con cui l’Italia spiava gli arabi per il Mossad. 

Ancora 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con “Cose da maschi” di Giammei illustrato da Falzone e un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Giliberti a Zerocalcare sulla sua nuova serie animata Questo mondo non mi renderà cattivo.

In ultima pagina, il promo con il codice QR del nuovissimo supplemento mensile a richiesta Finzioni. 

Allegato a richiesta per un mese da oggi a 2,50 euro è infatti disponibile in edicola il 14° Finzioni (con dicitura «Anno II N.6»), tornato a 20 pagine ma ancora con copertina disegnata da Fumettibrutti e breve editoriale di Cottafavi sul tema, «Il punto definitivo sulla comicità mondiale» per “Cose che fanno ridere”, la festa della satira e della comicità ideata dal curatore con l’aiuto di Matteo Ravenna per la Fondazione Feltrinelli dal 15 al 17 giugno.

All’interno articoli (ognuno con trafiletti biografici degli autori) di Scarpa, Enrico Palandri, Lundini, Luca Ravenna con il fratello Matteo, Francesco De Carlo, Massimiliano Loizzi, Davide Calgaro, Galeazzi, D’Antona, Stefano Rapone, Daniele Fabbri, Tagliaferri, Maurizio Pagliassotti, Federico Ercole, Matteo De Giuli, Alberto Manguel & Hernan Diaz nel colloquio al Premio Von Rezzori a Firenze: ancora un ottimo concentrato di scrittura e pensiero. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

venerdì 16 giugno 2023

E dopo il funerale, imbavagliamo subito stampa e pm

Si riparte con richiami alti a Preziosi, Bruni e Catalano, poi editoriale di Urbinati sul punto eclatante dell’info-autarchia su Berlusconi «che ci allontatna dall’Occidente», apertura di Merlo sullo «scontro totale tra Nordio e le toghe», fotonotizia (rossobordata) ancora della brava e instancabile Merlo con intervista a Piantedosi, infine manchette di QR code aggiornamenti e rientrante inserzione Fondazione TOG. 

All’interno Di Giuseppe sul futuro di Forza Italia e Cottafavi sull’arte del «necrologio situazionista di Guadagnino» proseguono i Fatti, poi Preziosi su «Cairo l’erede (riluttante)» e Follini sull’eredità politica che non esiste («Men che meno con il Cav.»... che dopo qualche giorno di uso su Domani improvvisamente acquista il punto finale...), quasi 2 pagine di ficcante intervista “classica” (con le domande in neretto) di Merlo al ministro Piantedosi e De Benedetti sull’illiberale Mitsotakis che in Grecia vuole i pieni poteri andando a elezioni contro i migranti ma non certo contro la collega italiana Meloni,

La Giornata con la mezza pagina esterna “Italia” (finalmente senza l’orrido filetto: grazie, Redazione!) a fianco di Iannaccone sul «blitz fallito di Musk» a Roma, Tourn da Torino su Rupnik espulso dai Gesuiti (qui con un’inutile maiuscola...) e Peloso sull’ennesimo colpo «per la Chiesa opaca di Francesco», la mezza pagina “Mondo” esterna (senza filetto e dopo settimane tornata omogenea all’altra) accanto a Sebastiani sulla strategia nazionale della Germania, chiudendo con Tizian ancora con Vergine da Milano sugli italiani alla “Davos” di Putin a San Pietroburgo. 

4 lettere (senza risposte) e Riva sul premio Nobel jugoslavo Ivo Andrić aprono le Analisi, poi con D’Aprile da Istanbul sul «sempre meno spazio per la comunità Lgbt» in Turchia e Costa sulle bugie di Boris Johnson anche al parlamento, Bruni sugli «annunci pasticciati di Fed e Bce sui tassi di interesse»

e infine un viaggio di Pilotti (memorabile fin dall’occhiello “L’Hunter S. Thompson che c’è in me”) «nel funerale di Berlusconi»: ovviamente, si ride per non piangere. 

Tornano i 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con un racconto di Guido Catalano sui gabbiani di Procida e un’altra intervista “classica” di Insolia al collega Scott Spencer alla ripubblicazione di Un amore senza fine (nell’occhiello incomprensibilmente preceduto da un “de” come se avesse un articolo determinativo...).

In ultima pagina il promo con il codice QR dell’ultimo (in tutti i sensi) supplemento mensile a richiesta Politica. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

giovedì 15 giugno 2023

Oltraggioso come un giornale satirico (anzi, di più)

Richiami alti a Merlo, De Benedetti e Mencarelli, poi unico titolo – che richiama non tanto l’omonimo film francese del 2007 quanto la prima pagina di Charlie Hebdo alla ripresa delle pubblicazioni dopo l’eccidio del gennaio 2015 (con tiratura di 3 milioni di copie in oltre 20 Paesi e nuova copertina oltraggiosa) – per la fotonotizia sui funerali di Berlusconi e l’editoriale di Ignazi sul suo partito «prova del fallimento» del Cav (senza puntino, come usa Domani), poi la manchette di QR code aggiornamenti e la rientrante inserzione per l’8‰ alla Chiesa valdese. 

All’interno le “Cronache dal funerale” (bell’occhiello ma incomprensibilmente “incollato” al filetto superiore...) di Scarpa dall’ultimo saluto a Berlusconi proseguono i Fatti (con trafiletto sui soli due leader occidentali presenti e due colonne di Cottafavi sul «funerale postmoderno poco berlusconiano»), poi Preziosi da Milano sulle due donne a chiudere la scena con le mani sull’eredità (la figlia Marina e la “non moglie” Marta), Peloso sulla «grande alleanza con Ruini travolta dal peso degli scandali» e Assael sul rapporto del Cav con ebraismo e Israele (e refuso nel titolo con la congiunzione “e” senza spazio...),

un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Trocchia ad Ambra Battilana (chiamata Chiara nella dida...) – che respinse le pressioni del satrapo ad Arcore, come solo Chiara Danese – e Tizian su D’Alema e Renzi come in un “partito dell’Amore”, Merlo sulla riforma Nordio e come «Giu.Me.» un’altra intervista “classica” a Sebastiano Ardita del CSM, ancora la mezza pagina unificata “Italia e Mondo” – come ieri inconsueta ma ampiamente giustificata dall’overdose sul tema obbligato – (grazie al cielo senza filetto, ma con testatina La Giornata) di fianco a Cocco sulla missione del Senato a Taiwan, per finire con Attanasio sul Sudan

e De Luca sull’Ucraina. 

3 lettere (senza risposte) e il sempre pacato Raimo sull’analfabetismo «colpa della dispersione scolastica» già alle medie aprono le Analisi, poi con Risso sull’essere diventati dei consumer-teller (in corsivo nel titolo!), De Benedetti sulla Commissione UE contro Meloni per gli attacchi a Domani e Giro sul ritorno dei Paesi non allineati («Né con la Russia, né con l’Occidente»), concludendo con la pagina “European Focus” insieme a Léa Masseguin di Libération in un’altra intervista “classica” alla verde Zémorda Khelifi di Lione, Edyta Zielinska-Dao Quy di Gazeta Wyborcza e la rivista Pismo, ancora De Benedetti e il codice QR per ricevere la newsletter paneuropea ogni mercoledì via e-mail.

Un racconto di Mencarelli accanto a Cornia su A pala e piccone di Vincenzo A. Scalfari e D’Antona sulla scomparsa di Cormac McCarthy. 

In ultima pagina, il promo con il QR code dell’ultimo (in tutti i sensi) supplemento mensile a richiesta Politica. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

mercoledì 14 giugno 2023

Il lutto blocca l’Italia, istituzioni congelate

Ritorna l’editoriale subito all’inizio (di Pasquino, sul «disgusto delle regole spacciato per libertà») e apertura (di Merlo, sulla destra in lutto che «congela le istituzioni»), poi richiami in calce a Damilano, Giro e Silvestri, poi la manchette di QR code aggiornamenti e l’inserzione per il 5‰ a Emergency. 

All’interno Taddei da Milano su «Tutte le bugie del Cavaliere sulla liberazione liberale (che non ha mai realizzato)» – incredibilmente senza l’articolo «le», sia sul cartaceo che sul sito... sono proprio giornate convulse! – e Castellani sul suo aver «tradito un’intera classe dirigente» proseguono i Fatti, poi Preziosi sul Quirinale che “impone” la pacificazione e Pellegrino sul «berlusconismo l’origine del giustizialismo», (sul sito con l’incongrua B maiuscola...), Balassone sull’estero senza pietas perché «Berlusconi resta impresentabile» e la sempre twittarolissima Pezzali dalla sua foresta lussemburghese (con passato da bocconiana a Londra) su vita e identità degli espatriati «deformate dal Cav», Carelli sulla distruzione del monopolio Rai e Piccinini sulle «gesta in musica di Mr. B.» (titolo in continua evoluzione linguistica per non ripetere il cognome due volte a pagina...), Bolzoni con una grande illustrazione di Nardi sulla mafia delusa dal Cav per «Il nulla dopo le promesse»

e Tizian & Trocchia su «cosa accadrà nell’inchiesta sulle stragi», la divina Marchesi su tutti i film del signor B., un commosso ricordo di Damilano sull’«anima gentile dell’Ulivo» Flavia Franzoni (molto più che semplice “moglie di Prodi”) e Labate su «L’oscenità di Berlusconi» sua vera eredità, la mezza pagina unificata “Italia e Mondo” – per oggi inconsueta ma ampiamente giustificata dall’overdose di notizie sulla scomparsa di Berlusconi – (senza filetto né testatina La Giornata) accanto a Holgado sull’incubo speculazione per i pensionati nelle case ex Enpam, Muzio da Milano e infine De Luca sulle bombe russe nella città di Zelensky. 

4 lettere (senza risposte) e Alfredo Roma sulle tasse viste da Meloni («Imposte, evasione e pizzo») aprono le Analisi, poi subito chiudendo con Giro sul superare la logica emergenziale da superare e «cosa deve esserci nel piano Mattei». 

Tornano anche i 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Silvestri sull’ormai conclusa serie tv Ted Lasso e D’Antona sull’ossessività di Joe R. Lansdale «linfa vitale dei suoi romanzi». 

In ultima pagina, il promo con il codice QR dell’ultimo (in tutti i sensi) supplemento mensile a richiesta Politica. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

martedì 13 giugno 2023

Addio a Berlusconi, “Domani” a 32 pagine e inserto esterno

Il 985° Domani di sempre è anche il 3° a 32 pagine (uno all’anno, per ora), con 20 in numeri ordinari dedicati a “Silvio Berlusconi 1936-2023”: 10 pagine all’inizio e 10 alla fine, a rivestire il quotidiano all’interno: per un inserto non è male... 

In prima pagina editoriale del direttò (con un incipit fulminate: «Silvio Berlusconi è stato un gigante della storia recente del nostro Paese. Un tycoon brillante dalle ambizioni smisurate che negli ultimi trent’anni ha sconvolto la politica, la cultura e la società italiana come nessun altro aveva mai fatto prima, almeno dal Dopoguerra in poi. Fondando imperi televisivi ed editoriali, creando partiti, diventando più volte premier, il leader ha definito gli standard della Seconda Repubblica, condizionando la vita e l’immaginario di un’intera nazione») e fotonotizia in bianco e nero, seguiti da richiami in calce a Iannaccone, Urbinati e Bolzoni, nessuna manchette. 

All’interno il primo blocco di articoli con Iannaccone e Formigli (e 6 foto con realtive dichiarazioni di personalità di spicco, fra cui l’editore Carlo De Benedetti), Merlo, Damilano, Tarchi, Preziosi, Pasquino, Urbinati, Russo da Firenze e Arcangeli. 

Poi la prima pagina vera e propria, con richiami alti a Holgado, Azzollini, Marchesi, editoriale di Urbinati sul «patriottismo farlocco» di Meloni e Di Giuseppe in apertura sui tecnici del PNRR in visita ufficiale a Roma, manchette di QR code aggiornamenti e la rientrante inserzione Fondazione TOG. 

All’interno Holgado sul bluff del piano Mattei e Giro sul caos tunisino senza soluzioni facili proseguono i Fatti, poi De Benedetti sulla missione di Meloni e Iannaccone sui cori antisemiti negli stadi, La Giornata con la mezza pagina esterna “Italia” (dall’orrido filetto...) accanto a Cuperlo sulla possibile terza via della sinistra «Tra Ciani e Draghi», Ricciardi su Forza Italia travolta da indagini e arresti a vertici istituzionali in Abruzzo e il sempre pacato Raimo sul trionfo sovranista del “made in Italy”, la mezza pagina “Mondo” esterna (senza filetto né omogeneità con l’altra...) a fianco di Attanasio sul Senegal pure lui nel caos, chiudendo con De Luca sull’Ucraina e Sebastiani sull’indipendentismo scozzese nei guai (un bel quadro anche all’estero, diciamo).

3 lettere (senza risposte) e Assael sugli stereotipi antigiudaismo nei manuali scolastici aprono le Analisi, poi con Azzollini sul disegno di legge contro la violenza di genere,

la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, per finire con Morando da Trento sul processo d’appello per la strage di Bologna. 

Una sola pagina per le Idee, con la divina Marchesi che incontra i fratelli D’Innocenzo, sceneggiatori del film Bassifondi nelle sale da giovedì. 

In ultima pagina il promo con il codice QR dell’ultimo (in tutti i sensi) supplemento mensile a richiesta Politica. 

A seguire il secondo blocco dell’inserto separabile... che in realtà è esterno (e vabbè) dedicato a “Silvio Berlusconi 1936-2023”, con ulteriori articoli di Penati, Zuolo, Balassone, Siti, Raimo, Giro e Bolzoni.

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni (qui sotto riportiamo soltanto alcuni dei numerosi che trovate integralmente sul nostro account Twitter sempre qua).