mercoledì 21 dicembre 2022

Vietato disturbare, anzi: meglio controllare il manovratore

Nuovo editoriale di Ignazi (sul lasciare «il santino di Berlinguer nel cassetto»), con fotonotizia di Merlo sulle intercettazioni (con gran foto come sempre azzeccata anche quando non d’impatto) e apertura (in taglio medio già per la terza volta in questo mese) di Iannaccone sul governo che miserevolmente «non sa nemmeno come gestire la manovra», richiami in calce a De Benedetti, Casadio, Carzaniga, con l’abituale manchette (QR code aggiornamenti, promo abbonamento a metà prezzo con tutti gli allegati). 

All’interno La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che come noto ci pare inguardabile...) prosegue i Fatti con in mezzo Merlo sulla scissione lombarda di Bossi e Di Giuseppe sulle paure tedesche per il solito Berlusconi, poi ancora Merlo sul governo nel gestire le intercettazioni e (come «G.M.», per la quarta volta autrice di 3 articoli nel giorno, avendo pure uguagliato il record di 4 di Trocchia!) su Bongiorno ministro ombra, De Benedetti sul sorvolare governativo rispetto alle tangenti

e Pasquino sul rivelare delle mazzette «che la politica europea conta» (un aspetto importante che come sempre ben pochi han notato), Preziosi sullo scontro PD-M5s in Lazio che può far male al corrispettivo accordo in Lombardia e Susini sulla retorica di Meloni che «condanna le leggi razziali per salvare il fascismo» (eh, sì), chiudendo con il secondo articolo di Pugliese sull’estremismo insurrezionalista. 4 lettere (senza risposte) e l’intervento di Federico Anghelé di The Good Lobby nel dibattito su come cambiare le regole europee per evitare altra corruzione apre le Analisi, poi con Cotugno da Milano sulla Cop15 di Montreal e un’intervista “classica” di D’Aprile a Bulent Kenes su Erdogan contro i giornalisti «solo per aiutare la Russia», il sempre pacato Raimo sulla maleducazione penale con la cui «la destra sostituisce la politica», Muzio da Milano sull’ascesa di Bari Weiss in USA

e infine 2 pagine di Casadio (illustrate da immagini di repertorio Pixabay, giusto per non vessare il quasi papà Campagna...). 

La quarta pagina su “il 2022 in foto” con 5 immagini di aprile apre stavolta le Idee, subito chiuse da Carzaniga con i consigli sui migliori film dell’anno da guardare nelle feste. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

martedì 20 dicembre 2022

Price cap, quasi un parto ma con scappatoia

350° Domani dell’anno (e 815° di sempre), con richiami alti a Merlo, Prandini, Cottafavi, editoriale di Bragantini su «Pos, contanti e altre armi di distrazione di massa», apertura di De Benedetti sul tetto ai prezzi del gas «già con la clausola per annullarlo» e fotonotizia di Attanasio sui saharawi «merce di scambio fra Marocco e UE». In manchette l’abituale coppia QR code aggiornamenti e promo abbonamenti. 

All’interno dopo la pausa del lunedì torna doppia La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che proprio non ci piace...) a proseguire i Fatti con in mezzo Iannaccone sulle intercettazioni in manovra (sì, avete letto bene!), Erler sull’ennesimo sondaggio-farsa di Musk su Twitter e un articoletto di Redazione sui gesuiti alle vittime di Rupnik, poi con Di Giuseppe sulla moglie di Panzeri e Attanasio sui saharawi, un’intervista “classica” (con le domande in neretto) ancora di De Benedetti all’eurodeputata olandese Sophie in’t Veld, Cecilia Ferrara su attori e musicisti alla Camera, per finire con Merlo sulla «destra in confusione» per le regionali nel Lazio e Ricciardi sulle fatture false della compagna di Soumahoro. 

6 lettere (senza risposte, ma una l’abbiamo twittata e pure con un refuso...) e Zanchini sui Superbonus edilizi nel rapporto Enea avviano le Analisi,

poi una nuova pagina nel dibattito sulla questione morale con De Monticelli sull’Europa «luogo in cui la sinistra può applicare i suoi “principi giusti”» e Zuolo sull’assenza di «leader capaci di coniugare principi e interessi», Peloso sul ruolo del “papa emerito” nei dilemmi di Francesco sopra una doppia razione (2 righe) della mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, Russo da Firenze sulla presa del calcio mondiale «piegato ai propri desideri» da parte del Qatar,

un’intera pagina del presidente Ettore Prandini di Coldiretti in risposta all’editoriale di Ricci nel recente supplemento mensile Cibo (con trafiletto e dida ad hoc, più un’illustrazione di Sonno indicata curiosamente con il vero nome all’anagrafe), concludendo con la terza pagina su “il 2022 in foto” in 5 immagini di marzo (mentre scoccano i 300 giorni dell’invasione russa in Ucraina). 

Un unico articolo da 2 pagine per le Idee (come poco più di una trentina in oltre 2 anni), con un bel panegirico di Cottafavi sul concittadino Guido De Maria, vulcanico ideatore dei “fumetti in T.V.” delle seminazioni di Gulp! (1972) e SuperGulp! (1977-81) che ancor oggi portano molti a confondere i due medium ma in più di un modo li “sdoganarono” dalle violente (ancorché insensate) demonizzazioni dei decenni precedenti.

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

In serata, il diretòr torna a Otto e mezzo su la7 (qui la puntata integrale).

lunedì 19 dicembre 2022

Di «(im)moral suasion» e altre calamità

Settimana prenatalizia avviata dal consueto editoriale del lunedì di Maltese (su «Come ha fatto il PD a non vedere cosa faceva Antonio Panzeri?», a cui risponde peraltro la sempre attivissima Scancarello su Twitter) e fotonotizia di Damilano (sulla «Questione immorale»), richiami in calce a Di Giuseppe, Rampoldi, Pilotti e manchette abituale con QR code aggiornamenti e promo abbonamenti. 

All’interno la cover story sulla «Troppa politica o troppo poca» dalla celebre intervista di Berlinguer a oggi prosegue i Fatti, poi con La Giornata in 6 infografiche del data editor Teoldi e un ottimistico “Il filo di Piero” con Ignazi illustrato da Campagna, Russo da Firenze sulla «partita già eterna» della finale mondiale, Di Giuseppe sul governo che (ormai a bluff scoperto) «non sa come rispettare le promesse su Pos e negozianti» e Grieco dal Vaticano sulle «dimissioni preventive» del Papa, per finire con un’altra pagina di fact checking con infografiche di Teoldi. 

5 lettere (senza risposte) e Segre sul «dare forma agli ultimi» vera missione della sinistra avviano le Analisi, poi con una doppia colonna “Pro & Contro” la cosiddetta “carriera alias” in 156 scuole e 39 università italiane tra Roghi e Jacopo Coghe dell’associazione Pro vita e famiglia, Bruni sulla confusa BCE e Rampoldi sulla logica putiniana dello «scontro di civiltà», concludendo con “La settimana della scienza” curata da Bignami e illustrata ancora da Campagna,

concludendo con la seconda pagina su “il 2022 in foto” in 5 immagini di febbraio. 

Di nuovo 2 articoli in 2 pagine, con Pilotti e «Qualche dilemma femminista sulle fidanzate casalinghe» di fronte alla divina Marchesi su «Gli insperati ritorni di Tim Burton e Aldo, Giovanni e Giacomo» (non ancora così fulgidi, ma almeno invertendo la tendenza al declino). 

In ultima pagina, torna il promo con codice QR di Fumetti. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

domenica 18 dicembre 2022

Esercizio provvisorio non ufficiale (ma già nel governo)

Domenica fredda seppur assolata che inizia con editoriale di Urbinati (che purtroppo usa «Quatargate», e pure con la U...) sui partiti deboli e lobby forti a Bruxelles, apertura di Iannaccone sugli aiuti alle fondazione amiche (con la Serie A che torna ad acquistare la S maiuscola...) e fotonotizia di Tourn con la suora vittima di padre Rupnik, richiami in calce a Preziosi, Saraceno e Frangi, manchette con QR code aggiornamenti e promo abbonamenti. 

All’interno sempre doppia La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che proprio non si può vedere...) con in mezzo ancora Iannaccone sulle spese aumentate alla Camera e Cocco sulla scommessa di rilancio cinese nel 2023 «Covid permettendo» proseguono i Fatti, poi la clamorosa intervista “classica” (con le domande in neretto) di Tourn nell’inchiesta sostenuta dai lettori (con trafiletto ad hoc) alla suora (oggi ex) vittima di Rupnik e quella (a suo modo, non molto meno clamorosa) di Preziosi al sempre pacato Paolo Flores D’Arcais («Dopo Berlinguer, quella degli ex Pci è una storia criminale», ancora con «Qatargate» ma senza U...) Cecilia Ferrara sul fondo per i lavoratori dello spettacolo sparito dalla manovra e Sinisi sulla perniciosa retorica del «guerriero» Mihajlović,

concludendo con altre 2 pagine di Pellizzari da Łosośna Wielka in Polonia al confine con la Bielorussia sulla nuova “cortina di ferro” contro i migranti africani. 

4 lettere (senza risposte) e “Il cannocchiale” di Risso sulla «perdurante crisi delle élite» «macigno sul futuro del Paese» aprono le Analisi, poi con D’Aprile su Erdogan a cui contro gli oppositori è rimasta solo la pressione giudiziaria e “Genitori e non solo” della sempre twittarolissima Pezzali,

il “Diario europeo” di Saraceno concludendo con la prima di 12 pagine su “il 2022 in foto” in 5 immagini di gennaio. 

La pagina degli editor apre le Idee, con “La posta del cuore” di Pilotti sempre ben illustrata da un grande Campagna (compreso il caratteristico tocco di rosso nel titolo, quello sotto al disegno a mo’ di dida e il disegnino di una sola busta, anche se le lettere sono due: una scelta o disattenzione feticisticamente sempre fastidiosa...)

e “La classifica dei libri” commentata da Cottafavi con l’immagine-logo di Campagna, chiudendosi con Frangi sull’arte antica dove il reimpiego «è una forma di resurrezione». 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

sabato 17 dicembre 2022

“Cibo” natalizio ma non soltanto

Si parte con un deciso editoriale del diretòr sulla campagna anti BCE che «rivela la fragilità del governo», fotonotizia di Russo sul Qatar «prova che Infantino non deve guidare il calcio mondiale» e apertura di Faggionato sul sogno realizzato di Salvini «degli appalti selvaggi», richiami in calce a Meletti, Ferraresi e Insolia, con ancora in manchette il QR code aggiornamenti e il promo abbonamento con tutti i supplementi. 

All’interno sempre doppia La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che proprio non si può vedere...) con in mezzo Di Giuseppe sull’avere figli secondo la ministra Roccella e un articolo di Redazione sui nuovi bombardamenti in Ucraina, De Benedetti sui socialisti europei e Tizian su Panzeri 10 anni fa, Holgado sulle ingerenze del Marocco all’Europarlamento (tornato con la maiuscola...) e De Benedetti sul marito di von der Leyen dopo l’inchiesta di Domani, chiudendo con il sempre caustico (anzi, severo ma giusto) Meletti sul «morbo dell’affarismo» a cui è passato la sinistra italiana da Berlinguer (con la celebre intervista a Scalfari nel 1981) a D’Alema (lobbista anziché in pensione). 

Azzollini in fact-checking (improvvisamente su Domani scritto con il trattino...) sugli slogan ministeriali di mini-naja e spiagge libere apre le Analisi accanto ancora a Holgado sulle semi-deserte (di candidati) elezioni tunisine, poi con Russo da Firenze su Infantino a capo della Fifa, 5 lettere (senza risposte, l’ultima è un Diritto di replica dall’Associazione nazionale bus turistici italiani) e Marzano sul caso Rupnik (peraltro non cardinale, com’è scritto nell’articolo...) che dimostra come «nella Chiesa le regole valgono solo per i fedeli», Penati sulla «settimana della scommessa delle banche centrali», concludendo con il caporedatòr Ferraresi sul nuovo Twitter «identico al vecchio Twitter che voleva distruggere» e come «Ma. Fer.» in risposta all’editoriale di Zuolo sulla «scelta ricattatoria fra il partito dei valori e quello degli interessi». 

Il ritorno della rubrica “Faccio cose, vedo gente” ma per Natale (addirittura nel titolo anziché nell’occhiello) di Annalia Venezia apre le Idee, accanto a De Seta sull’architetto Domenico Fontana e 2 pagine d’interviste “classiche” (con le domande in neretto) di Insolia a Ilaria Bernardini e a Ginevra Parrini sugli «abusi in palestra nascosti come in una setta». 

Allegato a richiesta per un mese da oggi a 2,50 euro (con copertina e illustrazioni di Eleonora Castagna e richiami in prima a Martini, Niola, Paglialunga), il 7° supplemento Cibo da 20 pagine — che per la consueta follia burocratica della distribuzione che dopo il primo numero l’ha fatto ripartire da 1 viene indicato come n.6... — curato da Sonia Ricci con un editoriale in prima pagina sul «Natale indigesto». 

All’interno articoli tutti inediti (ognuno con brevi trafiletti biografici degli autori), con un’apertura di Bazzi prima del sommario a sinistra e la scheda biografica dell’illustratore (che firma come ormai tradizionale 8 disegni più la cover e l’autoritratto, a cui si aggiungono i soliti 3 di Campagna, sempre privo di biografia...), Martini, Baresani, Santucci, il vino a Natale di Cossater da Perugia e Fabio Pracchia da Lucca, Ferlan, Holgado, Niola, Maria Tornielli, ancora Ricci, Biagiarelli da Milano e “C’è del fumo in cucina” di Grandi, Fulvio Paglialunga, quindi le rubriche “Parola al fotografo” Di Lorenzo, “Non è più il pane di una volta” di Montagnoli, “Vino sul divano” di Cossater e la sempre brillante pagina “Ius cibi” sui cibi etnici con segnalazioni di Cervigni da Milano, Puglisi da Roma e Signoroni da Torino. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

venerdì 16 dicembre 2022

“Scenari” in piazza, tra sussurri e grida

Dopo diversi mesi un esordio nell’editoriale, il primo per Zuolo («Perché gli scandali a sinistra fanno più male»), accanto all’apertura del diretòr sulla BCE già pronta per il governo come «capro espiatorio per i suoi prossimi fallimenti», fotonotizia (bordata di rosso) di Preziosi, richiami in calce a Peloso, Casadio e Cavaliere, manchette confermata per il duo QR code aggiornamenti & abbonamento a metà prezzo (con indicazione completa di tutti i supplementi!). 

All’interno ormai fissa La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che proprio non si può vedere...) con in mezzo Tizian sulle accuse alla compagna di Soumahoro e Peloso sul caso Rupnik, poi con De Benedetti sul Qatar «scandalo perfetto per chi vuole l’UE più a destra» e Merlo sulla grigia nuova versione della festa di Atreju, un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Preziosi a Sergio Cofferati, Ricciardi sul «disperato appello dei medici al governo» (indegno per come li ha trattati) e Russo da Firenze sulla Superlega «alla quasi fine», per chiudere con il ritorno dopo 3 mesi di Coen sulla salute che «sta diventando una lotta fra ricchi e poveri». Un primo articolo di Pugliese sul terrorismo jiahdista «in Italia ancora una minaccia» apre le Analisi,

poi con Casadio sul «pensiero classista ed elitario» nascosto dal “merito”, 5 lettere (senza risposte) e ancora il diretòr sul Qatar corruttore di cui nessuno parla perché indispensabile, un articolo in anteprima – come ormai quasi una prassi – dal supplemento mensile Cibo in edicola da domattina (già stasera per gli abbonati) di Baresani sul «Natale con i tuoi» illustrato da Eleonora Castagna,

per chiudere con 2 pagine dello storico Eric Gobetti su «Come non insegnare le foibe nelle scuole». 

Di nuovo 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Giulia Cavaliere sul ritorno del celebre brano T’appartengo di Ambra e Giammei sulla “rivelazione femminista” (solito grande occhiello) del «vero mestiere di Michela Murgia» cioè la catechista. 

Allegato a richiesta per una settimana da oggi a 2,50 euro (con richiami in calce a Palmer, Ferraresi e Overy) è disponibile il 36° supplemento Scenari (come sempre senza correggere l’errore di numerazione che dopo il doppio n.5 porta a indicarlo con il n.35...), curato dal caporedatòr Ferraresi stavolta su «La piazza e il regime» per i nuovi moti di rabbia contro i governi autoritari. 

All’interno articoli dopo tanto tempo anche non inediti (e quasi tutti con i trafiletti biografici degli autori) dell’analista James Palmer da Foreign Politics (in inglese 2 settimane fa), l’analista Vincenzo Poti (già ieri in anteprima su Domani), la recente intervista “classica” di Della Porta al leader di Tienanmen nel 1989, Ferraresi (con un trafiletto di errata corrige su un articolo del numero scorso, «pubblicato senza previa autorizzazione» e anzi che «non aveva lo scopo di essere pubblicato»... peraltro indicato con il titolo ma non l’autore Vargiu), Sebastiani, la recente intervista “classica” di Holgado a Kader Abdolah, l’analista Romane Dideberg, un estratto da Sangue e rovine di Richard Overy (con trafiletto ad hoc) e l’analista Alice Dominese. Purtroppo continua l’assenza delle infografiche «I dati di Scenari» come dei suggerimenti «Per capire» di libri, podcast e serie tv, stavolta con quattro mappe di Dapiaggi (la prima su 2 pagine), con in ultima pagina il bel promo con codice QR dell’abbonamento a metà prezzo e tutti i supplementi ben in mostra. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

giovedì 15 dicembre 2022

«Guidare il partito non il governo» (cit.)

345° Domani dell’anno (e 810° di sempre) che inizia con richiami De Luca, Merloni e Muscatelli, editoriale di Pasquino sui candidati PD a «guidare il partito non il governo», apertura di Trocchia sul voler «cambiare la legge per proteggere i poliziotti violenti» e fotonotizia di Lucarelli sull’ultima sponsorizzazione finto-benefica di Ferragni, con una novità dopo settimane nella manchette: accanto al QR code aggiornamenti debutto l’offerta dell’abbonamento a metà prezzo di nuovo con l’indicazione completa (seppur quasi miscroscopica) di tutti i supplementi: ottimo! 

All’interno sembra definitiva La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo ancora con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che proprio non si può vedere...) fra Iannaccone sulla legge di Bilancio e Holgado sulla relatrice Onu accusata di antisemitismo, poi con De Benedetti sullo scandalo Qatar (che lodevolmente Domani non chiama mai né “Qatargate” né “Qataropoli”...) e Tizian da Milano sulla procura meneghina in aiuto di quella belga, Faggionato sugli aiuti di stato riscoperti dall’UE e Russo da Firenze sul «Qatar dei mondiali», Merlo sullo scontro per la presidenza nel Lazio e De Luca sull’addio al tampone “di uscita”, per finire con Cocco sulla guerra dei chip Cina-USA 

e Lucarelli da Milano sul pandoro di Ferragni per «marketing, non beneficenza». 

Ancora Faggionato su Salvini con gli appalti e Da Rold da Milano sull’eclissi dello stato sociale danno il via alle Analisi, poi con 6 lettere (senza risposte) e Merloni su «Cosa non ha fatto la sinistra per evitare lo scandalo Qatar», la pagina “European Focus” ancora con De Benedetti, Nelly Didelot di Libération, Liliana Botnariuc di RISE Moldova e Greete Palgi di Delfi ed Eesti Päevaleht più il codice QR per ricevere la newslettere paneuropea ogni mercoledì, Balassone sulla «strada europea verso la sovranitò digitale degli utenti»

e, dopo una doppa (2 righe) mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, un altro estratto dal supplemento Scenari da domattina in edicola, con Poti sul popolo cinese che crede a Xi.

Un intervento della scrittrice Giulia Muscatelli sulla morte in TikTok apre le Idee, chiuse dal racconto satirico del sempre brillante Cornia sul «ritrovarsi la casa piena di soldi altrui» e D’Antona sul «gesto rivoluzionario» nel nuovo libro (non «il suo ultimo»...) Non siamo mai stati sulla Terra (in corsivo nellocchiello!) di Rocco Tanica. 

Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

mercoledì 14 dicembre 2022

Ancora caro bollette, ancora la guerra, ancora mazzette

Richiami alti a Trocchia, Grieco e Čizmić, editoriale di Ungaro sul fisco di Meloni «ostacolo alla crescita del Paese», apertura di Faggionato sulle accuse dell’antitrust per gli aumenti illeciti di «Eni, A2A e le altre» (e meno male che al contrario di altri quotidiani Domani scrive A2A con entrambe le A maiuscole...), fotonotizia (bordata di rosso) di De Benedetti sulle mazzette del Qatar (plasticamente mostrate nella foto dai periodici brussellesi Le Soir e Knack), con l’abituale manchette con QR code aggiornamenti e promo Cibo. 

All’interno si conferma La Giornata in 2 mezze pagine esterne “Italia” e “Mondo” (purtroppo ancora con la sottotestatina centrata tra le due colonne, che proprio non si può vedere...) fra Trocchia sul processo a Saviano e De Benedetti sull’Europarlamento – che improvvisamente su Domani acquista la maiuscola – nel pieno dello scandalo, poi Tizian sugli incredibili (per di più di anni fa!) elogi di Kaili e Panzeri tradotti dalla stampa araba e Di Giuseppe sui sospetti di Giarrusso, ancora De Benedetti sui fondi a Orbán, «Gio. Fag.» sui ritardi del PNRR ed Erler sul «problema economico» in Corea per il primo dei Bts che inizia il militare (altro che Elvis e Morandi!), Preziosi sul morale del PD che si prepara alla piazza e Iannaccone sugli “emendamenti elettorali” (occhiello sempre eloquente), chiudendo con De Luca sulla festa Fd’I di Atreju sostituita dal ritrovo per il decennale, di nuovo Di Giuseppe — che così uguaglia De Benedetti, De Luca e Faggionato dietro al record di Trocchia e Merlo di 4 articoli in un giorno — sulla Lega sempre più in difficoltà e Assael sul«l’ordinario antisemitismo di Chef Rubio e il sionismo» (che ovviamente ha scatenato le proteste su Twitter). 

Holgado su Macron e D’Aprile sulle trincee russe aprono le Analisi, poi con Peloso sul «Vaticano che indica l’Europa come sede per la pace» e Grieco sull’ambiguo silenzio papale sull’Iran, 6 lettere (senza risposte) e l’intervento dell’europarlamentare Manon Aubry (copresidente del gruppo The Left) su un comitato etico per evitare nuovi scandali, per finire con un’intervista “classica” (con le domande in neretto) ancora di Di Giuseppe al deputato tedesco Lars Castellucci sull’immigrazione. 

Bolzoni sul «monaco buddista della Sicilia prigioniero della collina» avvia le Idee,

poi chiuse da Čizmić sul Marocco calcistico ma non soltanto e il parlamentare PD Stefano Vaccari sui soprusi di re Mohammed VI «dietro al sogno sportivo». Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.