domenica 22 agosto 2021

La domenica dopo, un secondo “DopoDomani”

7° Domani cartaceo da 32 pagine a 2 euro (più un 8° rimasto a 1 euro e i primi 2 venduti separati in edicola per una decina di giorni) per la presenza del supplemento DopoDomani stampato in abbinata obbligatoria al centro (e pagine in numeri romani), il secondo uscito di domenica.

Entrambi si rivelano ricchissimi di articoli molto interessanti, a partire dall’editoriale del diretòr sull’esportare democrazia con i diritti umani che «rimane un dovere» e dall’apertura di Da Rold sulle manovre di «Cina e Russia contro Bruxelles» intorno ai Talebani, con una foto di paramilitari pachistani e talebani alla frontiera, e in manchette di nuovo il promo con QR code sul «giornale in digitale dalla sera prima» evidentemente giudicato più strategico di un richiamo all’inserto (il che è assurdo, ma vabbè). 

All’interno La Giornata in 7 brevine e De Luca sui partiti nostrani per cui l’Afghanistan «è solo una scusa per alimentare le loro beghe» proseguono i Fatti, con Holgado sul Pakistan da decenni alleato degli Usa che (con definizione provocatoria ma  efficace e purtroppo veritiera) «è un hub del terrore», 

ancora De Luca in un’ottima doppia pagina di riassunto dall’inizio 2009 a domenica scorsa sulla «lunga marcia dei Talebani quando guardavamo altrove» (con trafiletto sulle ultime news), il ritorno di Stefano Valentino dopo l’inchiesta finanziata dai lettori a marzo sulla prossima guerra delle sigarette elettroniche (con trafiletto per le «tasse sul tabacco», curiosamente con il titolo senza la maiuscola...), inchiesta che una nota in corsivo in calce spiega realizzata grazie al supporto di EDJNet (European Data Journalism Network), per chiudere con l’opportuno Paparoni (in un punto di vista non ideologico ma nel merito: per l’Italia un’eresia, tanto per cambiare) sulla battaglia politica per un museo unico a Roma. 

Dopo l’inserto di cui parliamo più avanti, Milanovic sul Partito comunista cinese che «rischia di essere scalato dai super ricchi» apre le Analisi, che proseguono con la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, 6 lettere (senza risposte) e Urbinati sulla Cina che «riempie il vuoto americano negando i diritti umani universali» (intendendo come al solito statunitensi, ma vabbè), chiudendosi con il nono articolo della sempre accattivante serie «Carta canta - Le mappe di Domani» di Orizio da Nairobi stavolta sul Kashmir sempre più caldo. 

Il quarto contributo del filosofo e critico newyorchese David Carrier sull’arte della Grande Mela che «con il virus si è trasferita negli Hamptons» apre le Idee, con la sesta Posta del Cuore di Pilotti illustrata da Campagna sempre con un tocco di rosso nel titolo e in fondo al testo (ma senza la seconda “lettera” disegnata...), con tanto di suo “extra” feticistico nelle Storie di Instagram,

accanto all’editor Cottafavi che racconta le sue vacanze e il libro Projections appena uscito negli USA in cui si è imbattuto con piacere: per chiudere con una doppia pagina di Pannofino sulla «Puglia hardcore» che è morta, sostituita da «resort con gli elefanti e Chiara Ferragni», illustrata da Moretti (che venerdì con due brevi dirette Instagram ha mostrato il suo disegno in fieri).

Al centro del giornale il nuovo DopoDomani cartaceo (10° dei 15 realizzati finora), con copertina disegnata (in quel da Dublino dove vive e twitta foto pressoché ogni ora) da nerosunero alias Mario Sughi e intitolato “E la storia cominciò”, sul tema “Corpi, profumi, corse, baci, sogni e desideri così forti da far male” per «un’altra estate fra parentesi raccontata in parole e immagini», richiamandosi esplicitamente al sottotitolo dell’inserto DopoDomani di settimana scorsa. 

All’interno 4 articoli già editi di Massimi, Della Seta, Donaera e Gaspari illustrati nel suo stile “sporco” sperimentale da Campagna (che abbiamo subito confessato di non amare molto, seppure spesso efficacissimo e a volte davvero azzeccato, utile per cambiare un po’ e non apparire ridondante visto l’uso massiccio di sue immagini che richiede il diretòr), il quale poi fa lo stesso per 6 altri begli inediti di Vladimiro Bottone, Venturini, Bazzi, Sandro Bonvissuto, Di Fronzo e Pezzali, oltre a un fumetto da 2 pagine di Michela Rossi in arte Sonno dal titolo ironico “Una storia d’amore”.

E intanto proseguiamo inaspettatamente il nostro “mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi), ma teniamo sempre gli occhi aperti su tutto: ancora buona estate a tutti!

sabato 21 agosto 2021

Evacuazioni, elezioni e relative exit strategy

335° Domani cartaceo con editoriale di Giro sul «disimpegno nascosto dietro l’ossessione per l’exit strategy» e apertura di De Luca sulle dosi mancanti, la gestione e le vacanze come veri ostacoli al «dovere morale» di vaccinarsi, con una foto da una manifestazione di No-vax e in manchette l’usuale promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima» (ancora senza usare un richiamo al DopoDomani di... domani). 

All’interno La Giornata in 7 news e De Benedetti sugli afghani e l’Europa proseguono in Fatti, con Ikonomu su Biden assediato dai critici, Notarianni sull’Occidente ipocrita in Libia e Afghanistan, quindi Merlo sul Mattarella al Meeting (e un trafiletto di Redazione su Di Maio), Faggionato sui doni det manager FCA ai sindacalisti emersi dal patteggiamento in USA, ancora De Luca sullo Stadio San Siro dal destino intrecciato alle elezioni comunali milanesi (e quando mai non lo è, in Italia?) e in chiusura torna Teolato sulla disastrosa gestione del verde pubblico a Roma. 

3 lettere (senza risposte, con la prima più lunga di una colonna) e Moroni sull’eredità «complicata» di Merkel interlocutrice privilegiata di Putin aprono le Analisi, con Penati sul punto della ripresa su «Inflazione, Cina e catene produttive», Giammaria in uno strepitoso «taccuino di viaggio» (occhiello dixit) sulle risorse del nuovo Afghanistan alle miniere di Mes Aynak, l’intervento di Farinelli che detestava la dottrina Bush ma oggi non si riconosce in quella Biden e infine Russo sul ritorno del campionato (di calcio di serie A, naturalmente...) «sempre più piccolo e povero». 

Ferrero su Federer (che non è uno scioglilingua) apre le Idee, con la promessa «storia senza lieto fine» (“parental advisory” già nell’occhiello) di Ricci, con un curioso trafiletto sui due DopoDomani domenicali, la cui copertina compare anche in ultima, tornando come giovedì a siglare un Domani interamente senza pubblicità.

Intanto prosegue la nostra settimana “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre attivissimi): stiamo ricaricando le pile, buona estate a tutti!

venerdì 20 agosto 2021

Violenze reali e fughe dalla realtà, qua e là

La settimana lavorativa (e/o di ferie) si chiude con un editoriale di Bragantini (che mancava in prima dal 19 luglio) sulle nostre democrazie «più fragili del previsto» e un’apertura di Ikonomu su un altro giorno di violenze dei Talebani, a cui oggi sono dedicate addirittura 8 pagine più l’appello dell’UNHCR in ultima. In foto i disordini di ieri, anniversario d’indipendenza dal Regno Unito nel 1919, e in manchette l’usuale promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima» (e non si capisce perché non usare un richiamo all’ormai prossimo DopoDomani di domenica, sul cartaceo non ancora indicato esplicitamente...). 

All’interno le 7 brevine de La Giornata e Da Rold sulle prime sanzioni USA proseguono i Fatti, con una bella intervista di Merlo alla principessa Soraya (raccontata anche dall’autrice in mattinata a Omnibus su la7), De Benedetti sulle lezioni d’accoglienza dal canadese Trudeau e Faggionato sulle critiche dell’europeo Borrell al presidente Biden, Coticchia sulle «tre ragioni del collasso delle forze afghane», poi tornano due pagine di Bolzoni sul caso del 25enne medico palermitano Aldo Naro ucciso a San Valentino (con trafiletto dedicato), concludendo con De Luca sulla mancanza di vaccini e ancora Merlo su Lamorgese attaccata “elettoralmente” da Salvini seppur seguendo le linee della Lega. 

Martini sulla spaccatura della lobby autostradale «onda lunga del crollo di Genova» apre le Analisi, con 4 lettere (senza risposte) e l’intervento di Bressan sulla resistenza ai Talebani nel Panjshir che rischia un’altra guerra civile, poi Strazzari sulla «rivincita delle autocrazie» di cui ha parlato anche su Radio 1

quindi De Monticelli sui diritti umani «universali e non un’imposizione dell’Occidente», per chiudere con il secondo articolo di Passarelli sui presidenti della Repubblica italiana su Pertini.

Tornano i 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Odifreddi su Musil («incarna il conflitto tra scienza e umanesimo») e Giammei sull’inseparabilità tra uomo e artista «neppure in Bob Dylan» (le cui accuse di violenza a una 12enne di 56 anni fa potrebbero riscriverne tutta la storia). 

In ultima pagina, l’appello apparso sulla quasi totalità dei quotidiani italiani:

Finalmente nuovi incontri in presenza con i giornalisti di Domani, a Firenze fra una settimana,

oltre alle apparizioni tv come stasera su Rai 3.

E intanto prosegue il nostro “mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): continuiamo a ricaricare le pile, buona estate a tutti!

giovedì 19 agosto 2021

3° giorno di fila con 7 pagine sull’Afghanistan

333° Domani cartaceo di sempre, con apertura di Faggionato sulla «smobilitazione disordinata della diplomazia europea» ed editoriale di Ignazi sulla mancata voce dell’Italia nella crisi dell’Afghanistan (anche oggi 7 pagine dedicate, per il 3° giorno consecutivo), ripreso in una bella foto dall’aeroporto di Kabul dall’interno di un velivolo militare spagnolo. In manchette l’abituale promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima». 

All’interno La Giornata in 7 news e De Benedetti sul «vero volto di Johnson» proseguono i Fatti ancora semi-monopolizzati dal tema del resto sulle prime pagine di tutto il mondo, con D’Aprile sulla tragedia degli abusi sessuali sui minori nel Paese, Morini sulle manovre di Mosca «per tutelare la stabilità dell’Asia centrale» e Cuperlo sull’accogliere tutti «per salvare l’anima della democrazia», il ritorno dopo oltre mesi di Pugliese sull’alleanza fra Talebani e al Qaida, il caporedatòr Ferraresi (citato anche dal podcast “Morning” de Il Post) sui fallimenti USA e Marconi sull’«altra sconfitta americana che ha favorito i Talebani» (la lotta al narcotraffico), il duo De Monte & Trocchia sui clan camorristici che controllano la sanità partenopea (tra i più raccapriccianti sull’argomento, purtroppo) e De Luca sui trucchi delle regioni per restare in zona bianca, con un trafiletto siglato «DMD» sul virus e la partecipazione mattiniera in studio a Omnibus su la7,

chiudendo con Merlo su Palamara e la Lega alle suppletive romane 

e Martini sul decollo incerto della nuova Ita. 

5 lettere (senza risposte) e un commento del diretòr sui No-vax (che ogni giorno su Domani acquistano e perdono N maiuscola e trattino...) aprono le Analisi, che proseguono con Fiori sul paragone improprio con l’abbandono USA di Saigon nel 1975 e si chiudono con Freyrie da Berlino su Christian Linder, «un Renzi liberale» che può diventare regista delle elezioni tedesche. 

Balassone sulle nuove tecnologie rallentate da «copyright, privacy e tasse» apre le Idee, con un’intervista di Coppola (che forse ha anche scattato la foto, se non è fornita dagli intervistati: nel primo caso l’intervistatore si aggiungerebbe a Valerio Nicolosi il 9 gennaio, Martha Rosler il 12 gennaio, Jonathan Bazzi il 13 febbraio, Timothy Greenfield-Sanders il 2 marzo e Sara Creta il 30 aprile a firmare su Domani sia testo che immagini in un suo intervento) ai designer George Sowden e Nathalie Du Pasquier a Milano da 50 anni ma kafkianamente non ancora italiani, concludendo con una colonna di Raffaele Costantino sul festival Jazz:Re:Found a Cella Monte (AL) di cui Domani è media partner. 

In ultima pagina, ancora la copertina del prossimo DopoDomani (senza la testata, per lasciar spazio al disegno di nerosunero alias Mario Sughi) in abbinata obbligatoria la prossima domenica: e anche oggi Domani non contiene pubblicità esterne.

Nel frattempo, prosegue il nostro essere “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): continuiamo a ricaricare le pile, buona estate a tutti!

mercoledì 18 agosto 2021

Talebani di qua, di là e d’Oltreoceano

225° Domani cartaceo dell’anno, ancora per metà su un unico, multiforme argomento, a partire dall’editoriale di Giro sugli afghani abbandonati e l’apertura di Zini su Draghi (che a rilasciato la sua prima intervista da quand’è al governo, breve e nel suo ufficio al TG1) «per dare un ruolo dell’Italia nella crisi», ripreso in una foto sul podio di Palazzo Chigi e con in manchette l’abituale promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima». 

All’interno La Giornata in 7 news e De Benedetti sull’«Europa respingente» (anche citata nel podcast “Morning” de Il Post) continuano i Fatti ancora pressoché monopolizzati dall’argomento principale in tutti i media del pianeta cioe l’Afghanistan: seguono Baffi sui Talebani in «abiti presentabili per la prima uscita» e Merlo sugli afghani in fuga con diritto d’asilo in Italia, il ritorno dopo 2 mesi della saltuaria Rapisardi sul «paese peggiore dove nascere donna» (titolo un po’ estremo che in fondo ci sta, anche se purtroppo crediamo abbia qualche temibile concorrente tra Asia e Africa...), De Luca sul disastro economico afghano («Aiuti, corruzione e povertà»)

e Pasquino sull’occupazione che «ha anche fatto emergere una società civile», l’esordio di Duilio Giammaria sui 10 errori commessi in questi 20 anni, David Hamburger (uscito lunedì in inglese su Persuasion) sulle colpe USA nel tragico finale di Kabul, poi Faggionato sui sistemi ancora bloccati della regione Lazio per l’attacco informatico e Fierro su Oliviero che in Calabria vuol far perdere il PD perché l’ha abbandonato (il che ha una sua logica, seppur aberrante), concludendo con Cotugno sulla bocciatura europea della bioplastica italiana. 5 lettere (con bella risposta del diretòr all’ultima) e Annicchino sulla retorica di un Occidente senza ideali universali aprono le Analisi, con l’instancabile Azzollini che ragiona sugli «effetti collaterali di governare una pandemia a colpi di FAQ» (una tragedia nella tragedia, verrebbe da dire) e Lacetera a chiudere già la sezione su «Cosa abbiamo imparato davvero» (per chi voglia imparare, s’intende) su lavoro e reddito minimo garantito. RAV alias Ventura apre le Idee sulla nuova edizione (traduzione del titolo compresa) de La terra devastata di T.S. Eliot, seguito da una doppia pagina con un racconto estivo di Paolo Residori illustrato da Campagna con tanto di trafiletto (pure illustrato dal disegnatore palermitano) con un altro vistoso refuso nel titolo (è proprio la settimana...) per chiudere con una colonna di Mencarelli sui pomodori «che avrebbero reso felice Franco Basaglia», che come coda non è male. Nel frattempo, prosegue il nostro essere “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): continuiamo a ricaricare le pile, buona estate a tutti!

martedì 17 agosto 2021

L’obbligo morale di Europa e Italia: «Accogliamoli tutti»

Dopo la pausa dei quotidiani (Domani compreso, che come sempre non l’ha segnalato come fa perfino Il Foglio), per Ferragosto, torna un editoriale di Urbinati, su «L’illusione di esportare la democrazia con la guerra», accanto alla potente apertura del diretòr sull’obbligo morale di accogliere tutti gli afghani, con il primo titolo di Domani tutto in maiuscolo e un’illustrazione di Nardi (che mancava in prima dall’8 marzo). In manchette, il fidato promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima». 

L’apertura titolata «Accogliamoli tutti» inizia così: «Il governo canadese ha già una pagina online per raccogliere la disponibilità di tutti quelli che si vogliono mettere a disposizione per accogliere i profughi afghani in fuga dopo il ritorno al potere dei talebani. Mentre si prepara a elezioni anticipate, annunciate in questi giorni, il premier Justin Trudeau annuncia che il Canada accoglierà 20.000 rifugiati».

Il diretòr continua dicendo: «Anche la Scozia guidata da Nicola Sturgeon, che si vuole mostrare portabandiera di ideali europeisti rinnegati dal resto della Gran Bretagna con la Brexit, promette accoglienza ad altri 20.000 rifugiati. Perfino la piccola e fragile Albania di Edi Rama, su richiesta degli Stati Uniti, ha accordato a fare la sua parte come “paese di transito” per gli afghani in fuga dai talebani e diretti in America. Dal governo italiano, con una dichiarazione del premier Draghi, al momento, arrivano impegni ancora vaghi “a proteggere i cittadini afghani che hanno collaborato con la nostra missione” e a “una soluzione della crisi, che tuteli i diritti umani, e in particolare quelli delle donne”».

Il resto dell’articolo prosegue qui.

All’interno scopriamo altre 6 pagine di Fatti tutte sul tema dell’Afghanistan, mai così tante e così in blocco di fatto, metà giornale: dopo le 7 brevine per La Giornata, De Benedetti riassume la «strategia del disimpegno» che Biden «predica da dieci anni» e Da Rold prova a tracciare «il precario assetto del potere», Bressan ragiona sui «limiti politici dell’iniziativa americana» e Cocco spiega l’alleanza della Cina con i Talebani (che improvvisamente da oggi diventano sempre in maiuscolo, in barba al “manuale Ferraresi”...) «ispirata al modello iracheno», Giro approfondisce i nuovi «Nazionalisti ma non jihadisti», poi Giurato incontra l’esperto di diritto musulmano Massimo Papa in un’intervista “classica” (con domande in neretto),

Faggionato ritrae impietosamente (ma correttamente) la reazione di Macron e ancora De Benedetti riassume la reazione europea «in ordine sparso» (ma guarda!). 

5 lettere (senza risposte) e Serughetti sull’ammettere l’incertezza dei vaccini che «può ricomporre la fiducia degli scettici» aprono le Analisi, con Bruni sui 50 anni a Ferragosto dal cosiddetto “Nixon shock” che interruppe la convertibilità del dollaro in oro e la fine dei cambi fissi, la caparbia Azzollini sull’eterna ovvietà delle conventicole legislative italiane («Per evitare le note illustrative alle leggi basterebbe scriverle in modo comprensibile per tutti») – con la solita foto dei banchi vuoti del parlamento, probabilmente la più “riciclata” in questo primo anno di Domani – e Russo sull’Uefa di Ćeferin che ha abbandonato il fair play finanziario (anche qui, scritto stranamente con le maiuscole), La Settimana della Scienza curata da Bignami e illustrata da Campagna,

il punto di vista dell’avvocato Giovanna Corrias Lucente sulle liti temerarie («era meglio il vecchio codice Rocco») per concludere, dopo la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, con Palmisano sulla «carica degli esclusi dalle elezioni tedeschi (con i comunisti ripescati)». 

Tornano 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con D’Angelo sul fascino dei libri sulle lingue antiche «nostalgia del liceo» e Siti «tra incendi e pandemia» (come da occhiello rivelatore) su «L’eterno ritorno dell’inerzia che ci impedisce di cambiare». 

In ultima pagina, l’annuncio inaspettato di un nuovo DopoDomani domenica prossima,

mentre prosegue il nostro essere “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): stiamo ricaricando le pile, buona estate a tutti!

domenica 15 agosto 2021

Il primo “DopoDomani” di domenica, a Ferragosto

6° Domani cartaceo da 32 pagine a 2 euro (più un 7° rimasto a 1 euro e primi 2 venduti separati in edicola per una decina di giorni) per la presenza del supplemento DopoDomani stampato in abbinata obbligatoria al centro (e pagine in numeri romani). Il 330° Domani cartaceo è aperto da un editoriale di Ignazi sulle guerre per cui «chiedere scusa» e nuova apertura di Cappon su Ikram Nazih (ritratta da Costantini con l’immagine già in prima la scorsa domenica 18 luglio, stavolta a colori come all’interno di Domani il giorno dopo), purtroppo con un clamoroso refuso del termine «silezio» nel titolo (evidentemente ieri è stata una giornata complicata...), che – mettiamola così, dato che non ricordiamo un simile errore nel titolo di apertura di un qualunque giornale italiano... seppur non pregiudica la comprensione, che è sempre la cosa più importante – speriamo in futuro verrà ricordato come una specie di “Gronchi rosa” nel ricordo del primo anno di pubblicazione. In manchette (similmente alla scorsa volta) incomprensibilmente nessun richiamo al DopoDomani, ma il promo con QR code della newsletter “Areale”. 

All’interno La Giornata in 7 news e la rubrica di Risso “Il cannocchiale” (tornata per affiancarsi al suo sottotitolo “La politica e la società attraverso i dati” stando comunque nell’impaginazione di metà pagina) sulla transizione ecologica per gli italiani proseguono i Fatti, con Pellizzari da Ginevra sul «Grande Gioco tra Cina e Russia e il mistero dei nuovi talebani» (con un sommarietto interrotto alla seconda riga, anche se probabilmente mancavano solo un paio di parole: un’altra “prima volta” di cui avremmo fatto volentieri a meno...), Baffi sugli «invisibili» a Roma vaccinati dalla Comunità di Sant’Egidio (con tanto di filmato sul sito) e Pagliassotti da Torino sui braccianti non intimoriti dal vaccino, Trocchia sul “papa” dei Moccia che comanda il suo clan da uomo libero, Salvatore Vassallo su De Luca che cerca di rendere possibile un suo terzo mandato da presidente di regione, per chiudere con Cotugno da Milano sull’ignoranza più minacciosa per i mari delle microplastiche e la deputata Muroni sulle soluzioni per incendi e clima che ci sono ma non vanno sprecate. 

6 lettere (senza risposte) e Giro sull’onda di profughi in arrivo nell’«Europa addormentata» aprono le Analisi, accanto all’inserto di cui parliamo più avanti, seguito da Saraceno sui primi arrivi del Recovery Plan (che per Ferragosto acquista la P maiuscola, contrariamente alla giusta abitudine minuscolizzante del “manuale Ferraresi” di Domani...) e Notarianni che sul «disastro Afghanistan» chiosa «Adesso per favore chiedete scusa a Gino Strada», quindi Freyrie da Berlino sulla svolta tedesca sull’idrogeno che guarda verso Marocco e Ucraina, l’ottavo articolo della serie «Carta canta - Le mappe di Domani» di Orizio da Nairobi (che torna nonostante la figuraccia del copia-incolla da Lonely Planet... mentre Faieta sembra sparito perfino da Twitter dopo l’incredibile tweet contro i no vax di una settimana fa) sul Caucaso «dove vuole comandare Putin» per chiudere con il ritorno dopo quasi due mesi di Finchelstein sui ben noti metodi fascisti «e rischiamo che i populisti li usino». 

Frangi sul«l’avventura intellettuale di combinare poesia e arte» schiude le Idee, Scipioni sul«l’umarell che c’è in me esulta di fronte agli sprechi», la quinta Posta del Cuore di Pilotti illustrata da Campagna vede sempre un tocco di rosso nel titolo (e si nota, vista la parola «cazzi») e in fondo al testo,

chiudendo con un’appassionata recensione/segnalazione/estratto dal primo libro Sarò bre di Alessio Viola (definito insieme a Fabio Vassallo «i migliori twittaroli italiani», anche se il titolo era già stato usato) da parte dell’editor Cottafavi che cita una ventina di tweet fra le centinaia raccolti nel libro edito dalla People di Pippo Civati. 

In ultima pagina, un commovente saluto dell’Arci a Gino Strada, ritratto da Francesco Lopomo. 

Al centro del giornale il nuovo DopoDomani cartaceo (9° dei 14 realizzati finora), con copertina disegnata da nerosunero alias Mario Sughi e intitolato “Raccontami una storia”, sul tema “Matrimoni, tradimenti, passioni estive e viaggi” dedicato all’estate «nei racconti (e nei disegni) degli autori di Domani». All’interno articoli già editi di Cornia, Pennacchi, Mencarelli e Desiati illustrati nel suo stile “sporco” sperimentale da Campagna (in alcuni casi con nuove illustrazioni a sostituire le immagini originali), che poi fa lo stesso anche per i begli inediti di Ricci, Magrelli e Rielli, oltre a una pagina con una storia in sei vignette nel suo stile “pulito”, più un fumetto da 2 pagine di Costantini nientemeno che su Agatha Christie e una pagina finale con una storia a fumetti di Michela Rossi in arte Sonno (al suo esordio su Domani... anche se DopoDomani!).

E intanto (anche se quasi non sembra, visto quanto abbiam scritto oggi in questo post rispetto agli ultimi giorni: ma tanto domani i giornali non escono) prosegue il nostro essere “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): stiamo ricaricando le pile, buona estate a tutti!

sabato 14 agosto 2021

Addio a Gino Strada, ma non ai talebani

222° Domani cartaceo dell’anno, con editoriale di Meletti a tre anni dal crollo del “ponte Morandi” e apertura di Preziosi sull’incredibile scomparsa di Gino Strada proprio mentre la sua amata Afghanistan torna alla ribalta mondiale... e lui stesso aveva scritto giusto ieri un articolo sul tema, tracciando «il bilancio della guerra alla quale più si è opposto», come dice la didascalia di una sua foto a Propaganda Live nel 2017. In manchette il fidato promo con QR code del «giornale in digitale dalla sera prima», perché nella vita ci vogliono certezze. 

All’interno due pagine proseguono i Fatti sul tema più d’attualità, come avviene nei lunedì per il tema usato in prima pagina di Domani come fotonotizia: un gran pezzo di Deaglio sulla sinistra italiana che «non mai capito» la figura del chirurgo milanese fondatore di Emergency nel 1994 (ritratto da Costantini) e Da Rold su «Come sarà il nuovo Afghanistan nelle mani dei talebani». Seguono le 7 brevine per La Giornata e Annicchino sulle rinate speranze suscitate dai talebani in al Qaeda e Isis, quindi Azzollini su «Cosa dicono davvero le regole» dei green pass nelle mense aziendali e De Benedetti sui contagi in USA che riaprono lo scontro politico,

poi Martini sulla «lezione dimenticata» del ponte Morandi (con trafiletto sulle class action) per chiudere con Fierro sulla Calabria dove «si muore arsi vivi e al resto d’Italia non importa» (titolo forte ma tutt’altro che peregrino, purtroppo). 

Penati sul «perché la Cina chiude la sua parentesi capitalista» apre le Analisi, con 4 lettere (senza risposte) e Felice su «Come mandare Draghi al Quirinale e salvare anche la legislatura», Cuperlo su Cacciari e Freccero che «sul vaccino sbagliano ma ci fanno discutere», la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni, Grieco sul Vaticano che negando la Dad «ha escluso le donne dalla formazione teologica» e infine Giro su cosa imparare da Macron per salvare gli anziani dalle Rsa. 

Donaera su Gallipoli che «prima di essere cool era la nostra Twin Peaks» apre le Idee, accanto a una colonnina di Cornia su «Come cenare all’aperto col green pass» e di fronte a un altro bell’articolo di Guidorizzi (sulla cultura occidentale fondata su un’idea di amore Lgbt) illustrato da Strologo forse con la sua miglior prova su Domani: peraltro lui twitta l’immagine in arancione ma sul cartaceo è gialla.

In ultima pagina, il promo con la copertina del primo DopoDomani di domenica, abbinato domattina per Ferragosto (anche perché come sempre il giorno dopo non saranno in edicola i quotidiani). 

E intanto prosegue il nostro essere “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): stiamo ricaricando le pile, buona estate a tutti!

venerdì 13 agosto 2021

Incendi reali e metaforici

Torna in prima un editoriale del diretòr (molto esplicito sul Quirinale) e un’apertura di Ricciardi da Messina (sugli incendi dolosi nella crisi climatica), con una foto del rogo nel Ragusano e in manchette il promo con QR della newsletter “Areale” sull’ambiente. 

All’interno La Giornata in 7 brevine e il fisico climatico Antonello Pasini sul caldo estremo proseguono i Fatti, con Martini sulle concessioni idroelettriche in Calabria e Faggionato sul “codice Cuomo” che se venisse applicato in Italia scatenerebbe un terremoto, due pagine di approfondimento dal duo Fittipaldi & Marconi su «l’onda nera» dietro Michetti candidato a Roma (con trafiletto sulla mozione di sfiducia PD al sottosegretario Durigon), Preziosi sui «viaggi della speranza dei prof» nel vergognoso business dei titoli all’estero, per chiudere con De Benedetti sul controllo dei media di Orbán (ripreso in una foto efficacissima) «ben oltre i confini ungheresi» e Da Rold da Milano sul governo di Kabul che «apre a un accordo con i talebani» (e ringraziamo Domani per non aver scritto «coi», che nei titoli ci procura l’orticaria). 

4 lettere (con la prima twittata e una risposta del diretòr all’ultima, sugli articoli prima dei cognomi) e Petrillo su Durigon cacciabile come Siri aprono le Analisi, con Bragantini su banche centrali e inflazione («Le vecchie domande hanno ora nuove risposte») e l’esordio di Alessandro Santoro sulle incognite del sistema duale per la nuova Irpef, il ritorno di Cappuccio da Siracusa su quel giorno del 1961 in cui Berlino si è svegliata divisa in due dal Muro,

Alfredo Roma sull’inesistente politica di space economy italiana (che per la storia e l’eccellenza italiana è un delitto) e Cocco su come Cina e Russia «preparano la battaglia contro gli islamisti», e infine su Giovanni Leone tra terrorismo e scandali il primo di una serie di approfondimenti sui presidenti della Repubblica firmati da Passarelli, per chiudere con Signorelli sul futuro incerto di Twitter «dopo i troppi flop» («serve soltanto ai politici?»). 

Ancora 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Gaspari sugli amori della letteratura rosa «e il diritto di essere impazienti» e Odifreddi sull’ideazione di Brasilia dell’architetto Oscar Niemeyer, citato anche su Radio 3.

In ultima pagina il promo delle newsletter con codice QR dedicato a “La Deutsche Vita”, tornando a segnare un nuovo Domani senza pubblicità esterne,

mentre prosegue il nostro essere “a mezzo servizio” (a parte su Twitter, dove siamo sempre molto attivi... e reattivi): stiamo ricaricando le pile, buona estate a tutti!