martedì 23 novembre 2021

La democrazia (e non solo) è da ricostruire dal basso

Nuovo editoriale del diretòr sul «dilemma democratico delle piazze dei No-vax» e apertura di Tizian nel prosieguo dell’inchiesta su «Toti e i soldi dell’armatore», fotografato a un altro dibattito, mentre in manchette torna il promo con QR code sul «giornale in digitale dalla sera prima». 

All’interno le 7 brevine per La Giornata e Preziosi sul governo che «si è scordato di sciogliere Forza nuova e del comitato di esperti» proseguono i Fatti, poi con Faggionato sulla sola cosa certa dell’affare Kkr-Tim («i rialzi in borsa») e Penati sulla «cronaca di una morte molto annunciata» e come finirà, Grieco da Oltretevere sui «cattolici che vogliono l’eutanasia legale, nonostante il Vaticano» e Giro sulla pandemia che almeno «sta curando la malattia euroscettica» (con un’altra “strizzatina d’occhiello”: «Anche i sovranisti soffrono»), Merlo (stamattina rimasta interrotta a Fuoridallabolla) sulla fine di Monti «lezione per il futuro di Draghi» e un appello sottoscritto da 15 istituzioni e associazioni «per un capo dello stato arbitro imparziale», Lucarelli sulle forze dell’ordine che lasciano aggredire i giornalisti nei cortei No-vax e infine Casadio sul vaccinare i bambini «meglio che farli ammalare di Covid». 

4 lettere (senza risposte) e Zanchini di Legambiente sulle «buone intenzioni per il clima» che «si perdono nei cavilli della manovra» aprono le Analisi,

poi con Romanelli sui filosofi contro il green pass e Dalcastagné sulla terza dose a 5 mesi dalla prima, Cotroneo da Rio de Janeiro sulle elezioni in Cile divenuti «una sfida tra i fantasmi del Novecento», Alfredo Roma sul bisogno di mettere dei limiti alla space economy, concludendo con Maddalena Vianello al debutto sul vero problema della maternità surrogata (l’assenza di regole) a partire dal caso della bambina ucraina e il ritorno dopo 9 mesi della giurista Nausica Palazzo sul cognome paterno «eredità più pesante della nostra tradizione». Il ricordo dello scomparso Paolo Pietrangeli da parte di Marchesi (personale e accorato, con intervento di Giovanna Marini e citazione colta nel titolo con il doppio soggetto senza virgola) apre le Idee, che dopo la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni prosegue con Donaera sui giochi di Verdone e Zerocalcare nelle rispettive serie tv in streaming che «mostrano la brutalità del reale», per chiudersi con un estratto (e trafiletto di redazione sull’autore) dal prossimo saggio del filosofo Charles Taylor sulla democrazia logorata da ricostruire dal basso in uscita sulla rivista Vita e Pensiero a gennaio (come segnala un corsivo in calce), citato anche da Radio 3. In ultima pagina torna il promo con codice QR delle newsletter, in particolare quello esteticamente migliore relativo a “La Deustche Vita”. Lungo la giornata, altri spunti e segnalazioni.

lunedì 22 novembre 2021

Tanto per per cambiare, chi paga? «Follow the money» (cit.)

Inizio settimana con un altro gran numero di approfondimenti pressoché introvabili sugli altri quotidiani con ben più pagine o al limite con angoli di visuale diversi, meno ideologici e più pragmatici: si parte con la fotonotizia di una «Inchiesta su chi paga l’ascesa di Toti» (fotografato a un recente dibattito) e un nuovo editoriale di Trigilia su Draghi alle prese con le riforme per il PNRR («Arrendersi o resistere: il governo ora deve scegliere»), ancora con in manchette il promo del libro Galatime. 

All’interno la cover story è di Tizian sui sospetti e conflitti d’interesse di Toti più un trafiletto sull’aggressione al corteo di No-vax di Roma a Lucarelli proseguono i Fatti, poi con le 6 infografiche del data editor Teoldi per La Giornata (ex La Settimana) e il ritorno de “Il filo di Piero” con Ignazi illustrato da Campagna sul «falso mito dei partiti commissariati» da Draghi, Trocchia ancora da Firenze sulla Leopolda «solito show di promesse e bugie renziane», un’intervista “classica” (con domande in neretto) di Rapisardi a Elio Vito (il deputato «più berlusconiano di Berlusconi»)

e infine Faggionato sulla prima mossa del fondo KKR nella battaglia sul controllo di Tim. 

4 lettere (senza risposte) e Cuperlo sul caso Rittenhouse in USA aprono le Analisi, poi con Fontanelli da Milano sulla transizione all’auto elettrica che «non è un buon affare per l’Italia»,

la doppia rubrica “La posta del portafoglio” di Gaziano e “Ufficio e non solo” di Ferrari, per chiudere con La Settimana della Scienza sempre curata da Bignami e illustrata da Campagna. Ferrero sull’eterno complottismo sull’assassinio di JFK (con un grossolano refuso nel sommarietto proprio nel cognome e un vivace seppur civile dibattito sotto un nostro tweet) apre le Idee,

poi con Silvia Mattoni & Barbara Dragoni del CNR sul «Ridare luce alle donne che hanno fatto la scienza» per l’evento di oggi “Scienziate nell’ombra” al Festival delle Scienze di Roma, chiudendo con Di Grado sulla «nostra identità che si confonde sotto il velo della mascherina» (sempre con ottimo uso del repertorio gratuito d’immagini Pixabay). 

In ultima pagina, il promo con QR delle newsetter è dedicato a “’Merica”. 

Lungo la giornata, altri spunti

e nostre segnalazioni.

domenica 21 novembre 2021

Altri 15 “DopoDomani” in soli 3 mesi, nuova panoramica

E con il 23° inserto cartaceo nel Domani di oggi, contando anche i primi 6 esclusivamente online sul sito e sulla app siamo arrivati a 30 inserti DopoDomani, tutti da 16 pagine tranne uno e – dopo i primi 15 che avevamo raccolto in questo post – in questi successivi 15 abbiamo visto copertine disegnate da Luca Mazzali, Davide Toffolo, Marilena Nardi, Michela Rossi in arte Sonno, Gianluca Costantini, Doriano Strologo, più foto tematiche e d’atmosfera. 

Ecco di seguito le altre 15 copertine (che messe accanto danno un’idea della vastità degli argomenti!):

quella del 4 settembre, 

quella dell’11 settembre, 


 

quella del 15 settembre (nel primo compleanno di Domani), 

quella del 16 settembre, 

quella del 17 settembre, 

quella del 18 settembre, 

quella del 19 settembre (per il primo DopoDomani tutto a fumetti), 

quella del 26 settembre, 

quella del 2 ottobre, 

quella del 12 ottobre, 

quella del 16 ottobre, 


quella del 30 ottobre, 

quella del 6 novembre (di nuovo soltanto digitale, e a sorpresa), 


quella del 7 novembre (per il secondo DopoDomani tutto a fumetti)

e quella di oggi, 21 novembre.


Un classico “Domani” e un “DopoDomani” sui classici

24° Domani cartaceo da 32 pagine (ormai il quinto a 2,50 euro, anche se chi ha comprato i primi 2 facoltativi in edicola per diversi giorni aveva speso la stessa cifra), ancora con la presenza dell’inserto stampato DopoDomani in abbinata obbligatoria al centro (e pagine in numeri romani). Si parte con un editoriale di Pasquino sulla scelta diretta dei presidenti della Repubblica e apertura di Di Giuseppe sulle «tariffe di Silvio Berlusconi per il Quirinale», fotografato nella solita foto inquietante (da cyborg clonato e andato a male, diciamo) e in alto l’ormai consueta manchette del libro Galatime. 

All’interno La Giornata in 7 news e Merlo sulle promesse riciclate dall’ex Cavaliere «nel libro per cercare voti» proseguono i Fatti, poi con Trocchia da Firenze sull’11° raduno alla Leopolda di Renzi, Faggionato & Teoldi sulla pandemia «entrata e rimasta nelle nostre teste» e una colonna di Redazione sui contagi, Holgado con una «mappa Teoldi» (come dice forse per la prima volta la didascalia) per nuove prove sul genocidio degli uiguri, Cocco sul Mar Cinese militarizzato e Cotugno dalla newsletter “Areale” sulle tempeste nella crisi climatica, concludendo con un reportage da Calais di Sini (autore anche della foto, entrando nel limitatissimo gruppo di autori unici di un articolo e foto corrispondente su Domani: Valerio Nicolosi il 9 gennaio, Martha Rosler il 12 gennaio, Jonathan Bazzi il 13 febbraio e Timothy Greenfield-Sanders il 2 marzo) insieme ad Antonelli e Alessia Manzi sugli «invisibili senza diritti». 

5 lettere (la prima dell’avvocato Bianchi di Open, con breve risposta del diretòr) e la rubrica di Risso (non più “Il cannocchiale” ma l’ex specifica «La politica e la società attraverso i dati», da 2 settimane forse nella loro miglior collocazione accanto alle lettere domenicali) sugli elettori del M5s «popolo smarrito in cerca di un leader» aprono le Analisi, poi dopo l’inserto – di cui come sempre parliamo più avanti – il Diario europeo di Saraceno sulla svolta per il salario minimo e dopo 6 mesi il ritorno di Fiammoni, presidente della Fondazione Di Vittorio, sul «sogno di dimettersi» che rivela «i guiai rimossi del mondo del lavoro», quindi il rientro cartaceo di Erler sulla «corsa alle armi che spaventa l’Onu» (argomento cruciale di cui pochissimi parlano al di là delle boutade di Bezos & Musk)

e per finire Giro sul jihadismo diventato accettabile «Basta che non esca dai propri confini». 

Anche stavolta la pagina degli editor apre la sezione Idee anziché chiuderla, con la “Posta del Cuore” di Pilotti illustrata da Campagna (come sempre con il caratteristico tocco di rosso nel titolo e in fondo al testo) e la classifica dei libri commentata da Cottafavi con l’immagine-logo di Campagna, seguita da Spada sulla casa editrice Neri Pozza «che unisce la letteratura all’arte» e da 2 inconsuete pagine a fumetti di Michela Rossi in arte Sonno sul colloquio di lavoro, un susseguirsi di frasi kafkiane più vere del vero.

In ultima pagina, il promo con QR delle newsletter dà spazio a “wèilái” (sempre con la maiuscola e senza accenti, ma vabbè...). 

Al centro del giornale il 23° DopoDomani cartaceo (dei 30 finora realizzati, anche se dopo i primi esperimenti... saltuariamente periodici sotto la testata si dice “Numero 26”), con copertina e ben 15 illustrazioni interne di Strologo, dedicato al «Classico presente» che è indubbiamente un bel titolo ma che per la prima volta non viene spiegato in nessun sottotitolo né sommarietto (il che non è proprio bellissimo). Nelle pubblicità dei giorni scorsi si vedeva già la cover quasi muta e si presentava l’inserto come «16 pagine per capire l’attualità dei classici»... che tutto sommato è quanto basta e si poteva facilmente aggiungere in calce della cover.

All’interno 2 articoli già editi di Gardini, 2 di Gaspari più un suo inedito, uno edito di De Monticelli e 8 di Guidorizzi più un suo inedito. 

In giornata, altri spunti (non sempre piacevoli) e segnalazioni (compresa una nostra).

sabato 20 novembre 2021

Ancora il Colle, ancora Renzi (ma guarda un po’)

Nuovo editoriale di Urbinati su «Funzione pubblica e benefici troppo privati» e apertura di Preziosi sulle manovre di Renzi «per portare al Quirinale Gentiloni e non Draghi», ritratti in prima fila al meeting di Medici con l’Africa di 4 anni fa e in manchette l’ormai abituale promo del libro Galatime. 

All’interno La Giornata in 7 news e Faggionato sulla riforma fiscale proseguono i Fatti, poi con Ricciardi sulle carte dell’inchiesta Open e Holgado su «Tutti i nodi di Renzi nella rete saudita», il vice caporedatòr Imberti sul perché nessuno vuole votare («Covid forte e partiti deboli») con “strizzatina d’occhiello” («Ma dov’è questa crisi») e un trafiletto di Redazione sulla pandemia in Italia, De Benedetti sulla quarta ondata in Europa, Azzollini sui nuovi problemi di privacy con il green pass e infine Daniel Zanda del FeLSA Cisl sul salvare medici e infermieri per non bloccare il piano vaccini. 

Penati sulle transizione verde che ha bisogno di «super imprese europee» apre le Analisi, seguito da altre 2 pagine di inserzioni che amiamo segnalare come ispirate dalla “lobby trentina”,

poi 6 lettere (senza risposte) e il caporedatòr Ferraresi sul Quirinale a elezione «meno democratica del “metodo Ambrogio”» (il governatore milanese eletto vescovo nel 374) citato da Paolo Mieli sul Corriere della Sera, Ponti sugli investimenti del PNRR non tutti buoni per la crescita e dopo 2 settimane ancora Pietro Spirito dell’Universitas Mercatorum (l’ateneo telematico delle Camere di Commercio) sugli scali portuali calabresi dalla «privatizzazione a sua insaputa» avviata in Calabria, Cotroneo da Rio de Janeiro sulle elezioni brasiliane, il sempre brillante Fabio Vassallo sul caso Signorini e «il potere populista dei Ferragnez» per chiudere con Russo da Firenze sui sauditi che dopo il Newcastle «vogliono comprarsi la Fiorentina».

Ancora 2 articoli in 2 pagine per le Idee, con Siti sulla società dello spettacolo dove «diventiamo attori di noi stessi» (pensando al Grande Fratello Vip) illustrato da Campagna

e Giammei dalla sua newsletter “Cose da maschi” sui «paradigmi del maschile, tra feticci e fantasmi(ni)». 

In ultima pagina, il promo dell’inserto DopoDomani di domani (come sempre, per gli abbonati già stasera). 

Lungo la giornata, come sempre altri spunti

e nostre segnalazioni.

venerdì 19 novembre 2021

«Sfilacciamenti» e parentesi che si chiudono

425° Domani cartaceo e digitale, con l’editoriale del diretòr sulla «parentesi di Draghi» che si sta già chiudendo e l’apertura di Preziosi sulla maggioranza che «ormai si sfilaccia» con «Destre e Renzi» a sfidare il governo, con un Draghi dallo sguardo come perso e “di lato” nella foto. In manchette, quarto promo della seconda serie (uguale alla prima, peraltro) del libro Galatime. 

All’interno le 7 brevine per La Giornata e Dalcastagné su contagi in Italia di fronte alle restrizioni in Europa proseguono i Fatti, poi con De Luca sul lockdown dei non vaccinati che «in Italia c’è già da sei mesi», un’intervista “classica” (con le domande in neretto) ancora di Preziosi al costituzionalista Massimo Villone su Draghi e il Quirinale a fianco di De Benedetti su Meloni che «preferisce pochi conservatori a tanti impresentabili», Merlo sul TG1 nella crisi di politica e tv «rimasto l’unico posto ambito» accanto a Balassone su «Cosa insegna il tentativo di privatizzare Channel 4» (che ha suscitato su Twitter una violenta reazione), Faggionato sul trattato Italia-Francia dietro cui «c’è la lotta sulle regole bancarie»,

Trocchia prosegue l’inchiesta dell’omicidio di Voghera e ancora Merlo sulle nomine alla procura di Roma, per chiudere con il debutto di Marco Milioni da Vicenza sui lavoratori della logistica «vittime dei sindacati» e Martini su Giaconia per «provare a salvare ciò che resta di Anas». 

Attanasio sulle «verità che mancano sulla morte dell’ambasciatore» in Congo suo omonimo apre le Analisi, con la mini-sezione Enti Pubblici e Istituzioni e poi 5 lettere (senza risposte, più l’errata corrige per il doppio errore in una news di ieri), Bragantini sul sindaco di Milano perché fermi «uno stadio che serve solo alle squadre, non alla città», Grieco dal Vaticano sulla chiesa americana (che come al solito sarebbe quella statunitense, ma vabbè...) che «depone le armi ai piedi di Biden»

accanto ad Assael (dell’associazione di dialogo interculturale Lech Lechà, non più indicato dopo la prima volta un mese fa) sull’«ideologia separatista dei conservatori nazionalisti americani» (che poi sarebbero sempre statunitensi...), Casadio sulla «lezione della quarta ondata tedesca che l’Italia non deve ignorare» e infine Finchelstein stavolta con José Ragas sul fascismo contemporaneo di Kast «l’erede di Pinochet candidato in Cile» sopra un terzino di pubblicità “interna” sul 30° DopoDomani di... dopodomani! Tornano 2 articoli in 2 pagine per le idee, con un nuovo racconto di Ricci illustrato “sporco” da Campagna e Felice sull’arte a cui «non servono genitivi» parlando del Club Tenco. In giornata, altri spunti e nostre segnalazioni.

giovedì 18 novembre 2021

L’ideologia del denaro, i Rasputin e il nuovo Papeete

Torna un (sempre brillante) editoriale del caporedatòr Ferraresi sull’appello sgrammaticato degli studenti contro gli scritti e un’apertura esclusiva di Trocchia con le novità sull’omicidio di Voghera («L’assessore della Lega spara, arriva il carabiniere leghista condannato»), con il ritorno di un’illustrazione di Costantini in prima pagina dopo quasi un mese e mezzo (e altre cinque di Nardi). In manchette, ancora il promo del libro Galatime. 

All’interno La Giornata in 7 news e Preziosi sulla sfuriata di Conte dopo che «non ha ottenuto la sua lottizzazione» del M5s in Rai, De Benedetti sul nuovo gruppo in Europa che «ha spaccato i sovranisti già prima di unirli» e Faieta da Milano sui conti svizzeri del presidente lombardo Fontana, il diretòr sul Quirinale «nuovo Papeete» tra Salvini e Giorgetti dopo aver scoperto che il primo fece cadere il primo governo Conte per non fermare il secondo come commissario EU, De Luca sull’aumento di contagi e ancora De Benedetti sull’Europa che vuole «un cacao più light per l’ambiente», 2 pagine del vicedirettò Fittipaldi sui «segreti dei Rasputin di Renzi» con un trafiletto di Redazione sull’inchiesta Open,

per finire con D’Aprile su Draghi «contro i droni presi dai cinesi». 

6 lettere (senza risposte) e Bolzoni sul “buon nome” di Corleone e la fiction Lady Corleone in lavorazione «che usa il paese come un brand» apre le Analisi, poi con l’esordio di Luisida De Ieso da Lione sui 3 anni di gilet gialli che «tentano ancora la presa del potere. D’acquisto», Rampoldi su «L’incapacità di correggersi delle amministrazioni pubbliche», concludendo con Ferrero sulla «partita per prendersi il merito del piano per la rinascita di Torino» salendo sul “carro” delle ATP Finals.

Nuovo articolo unico per la sezione Idee, con il ritorno di Capovilla dopo oltre 4 mesi sull’ideologia del denaro per cui «Venezia ha perso sé stessa». 

In ultima pagina, l’annuncio del prossimo (30° di sempre) inserto DopoDomani, previsto per la prossima domenica.

Lungo la giornata, altri spunti e nostre segnalazioni (che purtroppo ieri hanno mancato il compleanno di Di Giuseppe...).

mercoledì 17 novembre 2021

La legge di Bilancio e il bilancio della Cop26

Torna un editoriale di Ignazi (sul Quirinale «prova della maturità politica per il M5s») e un’apertura di Ricciardi (sulla legge di Bilancio con «150 milioni di euro che servono all’Eni»), con foto del celebre marchio del cane a sei zampe e in manchette ancora il promo del libro Galatime. 

All’interno le 7 brevine per La Giornata e Holgado sull’avvocato Bianchi di Open tramite in Rai proseguono i Fatti, poi un’intervista “classica” (con le domande in neretto) di Preziosi a Teresa Bellanova (che secondo molti osservatori sta dilapidando tutto il lavoro politico accumulato negli anni...) e Merlo sulle intercettazioni di Ferri inutilizzabili, il vice caporedatòr Imberti sull’«ostinato rifiuto di una rielezione» che lega Mattarella a Napolitano e Pasquino sulla maggor chiarezza invocata sulle scelte per il Quirinale, ancora Merlo sulle ultime nomine del Csm con le regole dell’era Palamara e De Luca sulla prima stretta per la quarta ondata della pandemia, Rapisardi da Torino sulle regioni che resistono alla legge sulla parità di genere,

Matalucci da Berlino (con grafica di Teoldi) sull’arresto del gasdotto Nord Stream 2 e infine Da Rold da Milano su Unicredit che «lascia la Turchia mentre Bbva rilancia». 

4 lettere (senza risposte) e Coen sul «Monetizzare il disagio dei Pronto soccorso non risolverà i problemi» aprono le Analisi, De Benedetti sull’ancora quasi-candidato Zemmour all’Eliseo,

Di Giuseppe sulla firma Italia-Francia che «rafforza soprattutto Macron», un’intervista “classica” di Lerner alla dissidente iraniana Masih Alinejad «che spaventa il regime dal suo esilio americano», Cotugno su «Cinque cose ottenute, cinque mancate» della Cop26 sul clima, per finire con Bolzoni sulla «liturgia dell’antimafia» che «celebra il passato ma non guarda mai al futuro», ragionando dal libro L’antimafia tradita di uno dei figli di Pio La Torre (l’unico parlamentare ucciso dalla mafia, nel 1982). 

La recensione di Marchesi sul film È stata la mano di Dio apre la sezione Idee, chiusa subita dopo dall’intervista “classica” di Coppola (come al solito scoppiettante e anticonformista, oltretutto twittando le ultime righe... anche se sbaglia a trascrivere il nome della fumettista Giulia Spagnulo in arte Zuzu raddoppiandole le Z) a Valerio Mastandrea – mentre è a Trieste a girare il sequel di Diabolik (che deve ancora uscire, il 16 dicembre) nei panni dell’ispettore Ginko – sulla serie tv animata Strappare lungo i bordi di Zerocalcare che esce oggi su Netflix e in cui (unica voce non del fumettista) doppia l’Armadillo voce della sua coscienza «vigliacca e strisciante». 

In giornata, altri spunti

e nostre segnalazioni.